“La vera paura? Non è il tennis”: Jannik Sinner si confessa, tifosi impietriti

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“La vera paura? Non è il tennis”: Jannik Sinner si confessa, tifosi impietriti. Il campione azzurro, aspettando Roma, pensa in grande

Da Montecarlo al Roland Garros passando per Roma. Il programma della primavera di Jannik Sinner era chiaro e lui lo sta rispettando appieno, con alcuni risposte importanti che sono arrivate dalla terra monegasca in attesa delle prossime.

Jannik Sinner (ANSA)

Intervistato da ‘La Stampa’, il 21enne bolzanino ha spiegato che quando scende in vampo non prova mai paura solo la giusta tensione. “La paura no. Quella mi capita di provarla quando mi buttavo giù dalla montagna con gli sci, in discesa libera. Nei punti decisivi esce il vero carattere di un giocare. A me riesce naturale tirare forte quando c’è il punto che conta”.

Il bilancio di Montecarlo, nonostante si sia fermato nei Quarti di finale, è positivo, Un anno fa aveva perso quasi subito con Djokovic, la settimana scorsa ha lottato tre set durissimi con Zverev e prima aveva eliminato Rublev. Tutte esperienze che gli serviranno in futuro, già dai prossimi tornei.

Jannik Sinner si confessa, tifosi impietriti

Sinner ha deciso di saltare Barcellona, dove era regolarmente inscritto, per arrivare più riposato e carico agli Internazionali di Roma. Un appuntamento che aspetta con ansia: “La cosa che mi piace di più in assoluto. Giocare in casa ti mette un po’ più di pressione, è vero. Dall’altra parte, però, quando urlano il tuo nome è una sensazione fantastica. E il pubblico può davvero tirarti su e farti vincere una partita quando sei in crisi”.

Ma nell’intervista ha raccontato pure altro. Come di quando, ancora più ragazzino di quello che è adesso, si incordava da solo le racchette. In 20 minuti ne può preparare una ex novoe nella vita serve tutto, anche queste esperienze.

Jannik Sinner
Jannik Sinner (ANSA)

Jannik fa parte di quella nuova generazione che dovrà prima o poi raccogliere l’eredità dei tre tenori, Federer, Nadal e Djokovic. Lui come la vede? Indica in Alcaraz, Berrettini, Tsitsipas, Zverev e Augier-Aliassime quelli che tra due anni domineranno le classifiche. Poi c’è lui, che con Simone Vagnozzi sta ripartendo: “Mi ripete sempre di giocare il 100% di quello che ho. Ci provo, anche quando non sono al meglio, quando non è giornata. Se non funziona il servizio puoi sempre provare con il diritto, il rovescio o la volée”.