Il Direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello, assegna i suoi voti ai protagonisti del calcio italiano
Se facciamo un rapido calcolo forse, di poco, alla Juventus ci sono più Direttori Sportivi che attaccanti a disposizione di Luciano Spalletti.
Tolto Vlahovic, infortunato e fuori uso in scadenza di contratto, restano Openda, David e Milik (si fa per dire). Gli altri sono esterni o giocatori offensivi da mettere sotto punta. Di fatto restano Openda e David. Due acquisti sbagliati, e non sono gli unici, ma evidentemente scelti con l’algoritmo e su google. Però se Spalletti ha problemi a schierare un attaccante decente non dovrebbe avere problemi a confrontarsi con i suoi direttori.
Se i problemi sono grandi per fare strategia deve parlare con l’uomo di punta scelto da Elkann, Damien Comolli. Lui, però, siccome in Italia non è facile muoversi come in Francia ha chiesto aiuto all’ex Monza, Francois Modesto (Direttore tecnico). Alla Juventus però serve il Dna bianconero, quindi, bisogna far crescere Giorgio Chiellini, Director of Football Strategy.
Quindi per fare una strategia aziendale c’è il direttore delle strategie. In tutto ciò un Direttore Sportivo non lo prendi? Ma certo, ecco l’ufficialità di Marco Ottolini. Senza nominare il Direttore del Settore Giovanile e il Direttore che si occupa della Juventus Next Gen. Sono in tanti si ma il vero problema è la confusione nei ruoli. Anche all’Inter non sono pochi ma sappiamo che Marotta ormai fa il Presidente, il Direttore è Ausilio, sotto Auslio c’è Baccin che si occupa anche dell’under 23 e di fianco a Baccin c’è Andrissi. Semplice semplice.
Il Problema lo ha risolto anche il Milan. Ibra fa l’immagine e Tare fa tutto con Allegri. I risultati si vedono. Poi parte giovanile hai Vergine che è un fenomeno che servirebbe anche alla FIGC più che al Milan per l’esperienza che ha con i giovani. Il Napoli ha Conte che fa mercato, squadra e team manager quindi ancora meglio. Dove vogliamo arrivare?
La Juventus ha preso la strada sbagliata. La catena più è corta e la società meglio rende. Siamo consapevoli che la Juventus non può essere paragonata ai piccoli club ma a Inter, Milan e Napoli assolutamente si. In società c’è troppa confusione, troppe persone e con figure simili seppur con nomi diversi. Può passare il concetto di Chiellini, porta bandiera e futuro Direttore che però deve fare esperienza per non bruciarsi ma mettere insieme troppe teste non è un segnale positivo. Inoltre hai un allenatore che deve da solo dettare le linee guida del mercato. Tanti direttori che devono ascoltare una sola persona: Luciano Spalletti. Il mercato estivo è stato un flop (si sapeva), la gestione Vlahovic è stata pessima, la conferma di Tudor un errore di chiara lettura. Comolli rischia di farsi del male al suo primo anno bianconero ma la cosa che più stupisce è questa linea di credito che gli è stata concessa da Elkann senza aver dimostrato nulla.
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