Editoriale Calcio

Dal campo al mercato: Chivu e Conte, due strade opposte verso il titolo

Cristian Chivu all’Inter, Antonio Conte al Napoli. Due allenatori agli antipodi che, insieme a Massimiliano Allegri al Milan, stanno dando forma alla corsa scudetto più ideologica degli ultimi anni.

Domenica sera a San Siro andrà in scena lo scontro diretto tra nerazzurri e partenopei, con l’Inter avanti di quattro punti in classifica, ma la sensazione è che il peso della partita vada ben oltre i tre punti in palio.

Inter-Napoli è il confronto tra due visioni, prima ancora che tra due squadre. È la fotografia di come si possa arrivare allo stesso obiettivo seguendo strade profondamente diverse, sia nella gestione del campo sia nel rapporto con l’ambiente e con il mercato.

L’Inter di Chivu: continuità, silenzio e valorizzazione

L’estate nerazzurra era stata accompagnata da un diffuso scetticismo. Affidare a Cristian Chivu una squadra reduce da due finali di Champions League in tre anni sotto la guida di Simone Inzaghi appariva una scommessa ad alto rischio. E invece, col passare dei mesi, la scelta della dirigenza ha assunto i contorni di una decisione strutturale, non emergenziale.

Il gioco dell’Inter è rimasto dominante, anzi, per certi versi si è fatto ancora più ambizioso. La squadra crea moltissimo, mantiene una competitività costante e, pur trascinandosi dietro l’annoso problema della scarsa conversione delle occasioni, resta il miglior attacco del campionato. Il dato più rilevante, però, non è numerico ma gestionale: Chivu ha coinvolto quasi l’intera rosa, ridefinendo gerarchie che sembravano intoccabili.

Zielinski è il simbolo di questa rivoluzione silenziosa. Da elemento discontinuo a perno tecnico del centrocampo, fino a scalzare Mkhitaryan, che per anni era stato una certezza assoluta. Scelte nette, mai urlate, che raccontano un allenatore sicuro delle proprie idee e poco incline al compromesso.

Inter: svolta tattica e impatto sul calciomercato

La vera chiave della stagione nerazzurra passa anche dalla difesa. L’intuizione di schierare Akanji come centrale dei tre ha consentito all’Inter di alzare il baricentro, sostenere una pressione più aggressiva e limitare le imbucate avversarie. Una modifica che ha dato coerenza all’ambizioso progetto estivo e che ha avuto ricadute dirette anche sul calciomercato.

Nonostante l’infortunio di Dumfries, la dirigenza non ha forzato la mano per un sostituto immediato. Persa l’occasione Cancelo, l’Inter si è presa il tempo di valutare soluzioni interne, rimandando eventuali investimenti. Le piste, come quella che porta a Dodô della Fiorentina, restano vive, ma senza accelerazioni dettate dall’urgenza. Un segnale di stabilità che raramente si vede in corsa per lo scudetto.

Conte e il Napoli: tensione, risultato e mercato chirurgico

All’estremo opposto si colloca Antonio Conte. Un allenatore che vive il calcio come una missione quotidiana, che trae energia dalla pressione e che utilizza la comunicazione come strumento di gestione. Conte è un fuoriclasse della panchina, ma il suo calcio è funzionale al risultato, anche a costo di sacrificare lo spettacolo, soprattutto quando il calendario non concede settimane di lavoro piene.

Il Napoli gli ha consegnato il ruolo di uomo forte, garantendogli pieno supporto e affidandogli il compito di mantenere il club ai vertici del calcio italiano, con l’ambizione di incidere finalmente anche in Champions League. Il mercato, però, resta un terreno delicato. Il blocco parziale impone equilibrio tra entrate e uscite e costringe a operazioni chirurgiche.

Conte tende ad affidarsi a un gruppo ristretto di titolari, e qualcuno paga il prezzo di questa scelta. I rientri di Lukaku e Anguissa potrebbero cambiare lo scenario, liberando risorse e aprendo a cessioni importanti. Lorenzo Lucca, oggi ai margini del progetto, rappresenta una possibile chiave di mercato per finanziare nuovi innesti già a gennaio.

Inter-Napoli, tra campo e mercato passa lo Scudetto

Come spesso accade, Conte ha già messo le mani avanti, auspicando che il mercato invernale non diventi un problema più che una risorsa. Chivu, al contrario, continua a muoversi sottotraccia, lasciando che siano il campo e la coerenza progettuale a parlare.

Inter-Napoli non è soltanto una partita decisiva per la classifica. È il punto di intersezione tra due modelli di leadership, due modi opposti di intendere il potere dell’allenatore e il rapporto con il mercato. Domenica sera a San Siro si sfideranno due squadre, ma soprattutto due idee di calcio. E forse, proprio da questa distanza, nascerà la verità definitiva sulla corsa scudetto.

Gianluigi Longari

Recent Posts

Calciomercato LIVE: notizie in tempo reale: Fenerbahce assalto a Lookman

Tutte le notizie di calciomercato oggi venerdì 9 gennaio 2026. Da Raspadori a Giovane: ecco…

1 ora ago

Serie A, Inter-Napoli: a San Siro va in scena la sfida Scudetto

Serie A, Inter-Napoli: a San Siro va in scena la sfida Scudetto

1 ora ago

Maignan, in un video diffuso dai media francesi gli insulti pesanti all’arbitro Mariani in Milan-Genoa

Non sono mancati gli attimi di tensione ieri sera nel corso di Milan-Genoa, dopo l'assegnazione…

3 ore ago

Marquez-Rossi, lo spagnolo avverte i tifosi: polemica in MotoGP

Ancora parole riguardo al famoso "calcio" di Sepang da parte dei piloti. Lo spagnolo mostra…

3 ore ago

Juve, formula e cifre dell’affare Chiesa: cosa manca per l’accordo totale col Liverpool

Federico Chiesa torna alla Juventus? Le indiscrezioni si rincorrono, ma per il momento si tratta…

3 ore ago

Coppa d’Africa, iniziano oggi i quarti di finale: le gare di oggi in esclusiva su Sportitalia

Si chiudono oggi gli ottavi della Coppa d'Africa in esclusiva su Sportitalia. In campo alle…

5 ore ago