È stata depositata un’interrogazione parlamentare dopo il fallimento della Nazionale italiana firmata da circa 40 senatori.
In allegato i punti di chiarimento richiesti al Ministro dello Sport, Andrea Abodi.
– il fallimento assume una gravità ancora maggiore perché il torneo 2026 è il primo nella storia ad allargarsi a 48 squadre, circostanza che rende la mancata qualificazione dell’Italia un’umiliazione sportiva, istituzionale e simbolica senza precedenti recenti;
– Gabriele Gravina è presidente della FIGC dal 22 ottobre 2018 – secondo il curriculum pubblicato dalla stessa FIGC, ricopre incarichi federali almeno dal 1992; ciò significa che egli appartiene da oltre trent’anni al gruppo dirigente che ha governato il calcio italiano;
– a giudizio degli interroganti, la lunga gestione Gravina ha coinciso con l’aggravarsi di una crisi strutturale del movimento: impoverimento tecnico, assenza di una strategia credibile sui vivai e sulla valorizzazione dei giovani italiani, ritardi infrastrutturali, crescente distacco tra vertici e territorio, opacità nella selezione delle classi dirigenti e sostanziale chiusura del sistema rispetto a una vera assunzione di responsabilità;
– risulta inoltre da notizie di stampa che Gravina è stato indagato per autoriciclaggio in una vicenda collegata a presunte irregolarità relative a operazioni risalenti al periodo della sua presidenza della Lega Pro; lo stesso Gravina ha dichiarato la propria totale estraneità ai fatti contestati, ma la permanenza al vertice del calcio italiano in un quadro già segnato da risultati catastrofici pone comunque una questione evidente di opportunità istituzionale;
– il calcio non è un comparto marginale, ma uno dei principali fenomeni sportivi e sociali del Paese: i dati ufficiali FIGC indicano 4,3 milioni di italiani che lo praticano, circa 1,5 milioni di tesserati e un impatto stimato di 12,4 miliardi di euro sul PIL, con 141.000 posti di lavoro attivati;

– la dimensione economica e sociale del settore rende ancora più intollerabile, a giudizio degli interroganti, l’assenza di una visione capace di governare la trasformazione del sistema, mentre numerosi club italiani continuano ad attrarre investitori stranieri e la stessa Serie A ha esploratoopzioni di partnership con investitori esterni sui diritti media internazionali;
– a giudizio degli interroganti, negli ultimi anni si è progressivamente consolidata una gestione federale percepita come autoreferenziale, caratterizzata da una concentrazione prolungata del potere decisionale e da dinamiche che hanno sollevato diffuse perplessità in ordine alla trasparenza, ai criteri di selezione delle figure apicali e alla reale contendibilità del sistema, che ha prodotto un crescente calo di competitività del calcio di vertice italiano rispetto ai contesti internazionali.
I chiarimenti richiesti
Si chiede di sapere:
1. se il Governo ritenga che la permanenza di Gabriele Gravina alla guida della FIGC sia ancora politicamente e istituzionalmente sostenibile, e se non ritenga invece necessario sollecitarne un immediato passo indietro;
2. quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere, nel rispetto dell’autonomia dell’ordinamento sportivo, presso il CONI e gli organismi competenti affinché sia messo in atto immediatamente il commissariamento, volto a determinare un radicale cambio di guida e l’avvio di concrete riforme del sistema;
3. se il Governo intenda presentare un piano straordinario per il rilancio del calcio italiano fondato su settore giovanile, scuola, impiantistica, calcio di base, formazione tecnica, valorizzazione dei giovani eleggibili per le squadre nazionali e riequilibrio economico-finanziario del sistema;
4. se il Governo non ritenga necessario riferire urgentemente in Parlamento sullo stato del calcio italiano, trattandosi non di una mera sconfitta sportiva ma di un fallimento che colpisce uno dei più rilevanti patrimoni sociali, culturali, economici ed educativi della Nazione.
5. se il Governo intenda promuovere, nel rispetto dell’autonomia dell’ordinamento sportivo, una verifica approfondita sui meccanismi di governance della FIGC, con particolare riferimento ai criteri di nomina, ai sistemi di controllo interno, e alla garanzia di piena trasparenza nella gestione;
6. se non ritenga che l’attuale quadro, anche alla luce della perdita di competitività internazionale della Nazionale, richieda un intervento straordinario volto a ristabilire fiducia e credibilità.