Nazionale, attesa per giugno. Serve un CT ad interim: Gattuso riflette, Baldini attende

Dopo le dimissioni di Buffon e i dubbi di Gattuso, la Nazionale vive giorni decisivi: le amichevoli di giugno diventano il simbolo di una transizione delicata, tra responsabilità, orgoglio e futuro da ricostruire. La scelta del ct segnerà il primo passo verso una nuova era azzurra.

La crisi della Nazionale italiana di calcio passa anche dalle amichevoli di giugno. Non sono partite qualsiasi: Lussemburgo e Grecia rappresentano il ponte tra una gestione che si chiude e un futuro tutto da costruire. Il clima è quello delle grandi transizioni, carico di emozioni e responsabilità.

Buffon ha già detto addio

Vent’anni fa Gianluigi Buffon e Gennaro Gattuso sarebbero diventati campioni del mondo. Oggi si ritrovano a vivere uno dei momenti più difficili della loro carriera azzurra. Buffon ha già scelto: dimissioni immediate, arrivate poche ore dopo Bosnia-Italia, quasi d’istinto. Una decisione coerente con quanto dichiarato sin dall’inizio: in caso di fallimento, avrebbe lasciato senza esitazioni.

L’attesa del CT

Secondo la Gazzetta dello Sport, invece, Gattuso invece riflette sulla proposta della Federazione. È a Marbella con la famiglia, lontano dal rumore mediatico, ma non dalle responsabilità. La Federcalcio gli ha chiesto di restare come traghettatore per le due amichevoli, un ruolo che ricorda quello svolto da Luigi Di Biagio nel marzo 2018 prima dell’arrivo di Roberto Mancini. Il ct ha rimandato la decisione a dopo Pasqua: la scelta non è semplice.

La posizione di Gattuso

Il legame tra Buffon e Gattuso pesa. L’ex portiere aveva puntato su di lui assumendosi pubblicamente la responsabilità del progetto tecnico. Ora, senza Buffon, la posizione del ct diventa ancora più delicata. Chi conosce Gattuso sa che la questione non è economica: in passato, al AC Milan, rinunciò a milioni pur di garantire lo stipendio allo staff. Anche oggi lo scenario è simile: lasciare significherebbe perdere parte dell’ingaggio, ma la sua decisione sarà guidata dai principi, non dai conti.

Se accettasse, Gattuso dovrebbe organizzare due partite “di passaggio”: convocazioni giovani, niente big come Sandro Tonali e Nicolò Barella, e la consapevolezza di lavorare per il successore. Una missione quasi impossibile, con la remota ipotesi di giocarsi le ultime carte per una riconferma. Più realistico pensare che il prossimo presidente federale voglia iniziare con un nuovo nome.

Baldini, alternativa a Gattuso

E se Gattuso rifiutasse? L’alternativa naturale sarebbe Silvio Baldini, attuale guida dell’Under 21, libero a giugno prima della ripresa delle qualificazioni europee a settembre. La storia si ripeterebbe: come Di Biagio nel 2018, un selezionatore delle giovanili chiamato a traghettare la Nazionale nel mezzo della tempesta.

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