Gian Piero Gasperini analizza la sconfitta della Roma e risponde alle parole di José Mourinho. Al centro delle dichiarazioni del tecnico ci sono le occasioni concesse sui calci d’angolo, la gestione del finale e le sostituzioni condizionate dai problemi fisici. Il rammarico è per una partita che, nella sua lettura, la squadra aveva condotto prima di bloccarsi sul traguardo.

Gasperini: “Nel finale sembrava fossimo paralizzati”
Il tecnico individua nelle situazioni da calcio d’angolo uno degli aspetti decisivi della sconfitta. Gasperini sottolinea la passività della Roma e descrive un finale molto diverso da quanto la squadra aveva mostrato in precedenza.
“Ci siamo piantati sul traguardo nel modo meno previsto. Sulle situazioni in calcio d’angolo siamo stati veramente passivi. Abbiamo perso una partita che avevamo condotto in modo notevole. Nel finale sembrava fossimo paralizzati dalla situazione”.
Parole che esprimono il contrasto tra la soddisfazione per quanto costruito durante la gara e la delusione per la gestione dei minuti conclusivi. Il giudizio sulla prestazione resta positivo, ma accompagnato da una critica netta agli errori che hanno compromesso il risultato.
La risposta a Mourinho: “Quelli che non ne potevano più erano loro”
Gasperini replica poi a Mourinho, che aveva dichiarato che la Roma, a un certo punto, non ce la facesse più. Il tecnico giallorosso offre una lettura opposta del confronto e rivendica la superiorità della propria squadra sul piano della prestazione.
“A me sembra che quelli che non ne potevano più fossero loro, sono stati veramente surclassati in tutto, i gol li hanno presi. È vero che i gol segnati in calcio d’angolo valgono, e sono stati bravi lì, ma non sono stati sicuramente all’altezza”.
Una risposta dura, nella quale Gasperini riconosce agli avversari l’efficacia sui calci d’angolo, senza modificare la propria valutazione complessiva della partita. Proprio la distanza tra quel giudizio e il risultato alimenta il rammarico dell’allenatore.
Cambi e problemi fisici: le condizioni di Konè e Dybala
Quanto alle sostituzioni, Gasperini conferma le proprie decisioni e spiega che alcune sono state dettate dalle condizioni dei giocatori. Le defezioni nel reparto arretrato, in particolare, hanno limitato le alternative a disposizione.
“Rifarei le scelte che ho fatto. Alcuni sono stati dovuti tipo Mancini e Hermoso. Quando hai delle defezioni in difesa è chiaro che non riesci a fare altri tipi di scelte. Konè ha avuto un’elongazione muscolare, Dybala ha avuto un risentimento, gli altri sono acciacchi”.
Il tecnico riferisce dunque di un’elongazione muscolare per Konè e di un risentimento per Dybala, senza indicare tempi di recupero. Per Mancini e Hermoso, invece, sottolinea come i cambi siano stati necessari e abbiano inciso sulla possibilità di intervenire diversamente sulla squadra.