La Lazio distrugge il Milan. La banda di Pioli si è persa

90

Non c’è stata storia fin dal primo minuto, ieri nel posticipo della 19^ di Serie A tra Lazio e Milan all’Olimpico. I biancocelesti hanno asfaltato i rossoneri 4-0, senza lasciare scampo alla squadra di Pioli. Per i Campioni d’Italia è il momento più difficile della gestione Pioli dal lockdown ad oggi. La striscia negativa partita con la clamorosa rimonta della Roma sembra non avere fine e la squadra continua a subire gol con troppa facilità. Se tutto questo non bastasse, Pioli ieri ha perso anche Fikayo Tomori per un problema muscolare.

SUPER LAZIO

La Lazio si è consacrata. Con la vittoria di ieri sera sui Campioni d’Italia ha raggiunto un livello superiore. Grazie a questi altri tre punti la squadra di Maurizio Sarri sale al terzo posto, con 37 punti, insieme a Inter e Roma. Una prestazione magistrale nella quale la Lazio ha mostrato tutte le sue armi: gli inserimenti dei centrocampisti, l’interscambio del tridente dinamico e soprattutto un centrocampo dominante.

IL CENTROCAMPO DELLA LAZIO

La crescita di Cataldi è ormai un fatto, il giocatore cresciuto nel settore giovanile delle Aquile, grazie al lavoro di Sarri, ha raggiunto la maturità tattica e tecnica: oggi è un regista completo con visione di gioco, abilità in interdizione e capacità di lettura degli spazi. Con lui hanno trovato spazio l’insostituibile Milinkovic-Savic, ma soprattutto un geniale Luis Alberto, autore di gol, assist e tante giocate da fuoriclasse. Nonostante il rapporto non idilliaco con mister Sarri e un difficile inserimento nei suoi schemi, in questo momento lo spagnolo sembra essere tornato il giocatore del ciclo Inzaghi.

SENZA IMMOBILE

Quel che poi sorprende di più è che due delle migliori prestazioni dei biancocelesti in questa stagione, quella con l’Atalanta e quella di ieri sera col Milan siano arrivate senza il totem Immobile al centro dell’attacco. Segno di una squadra che funziona e gioca coralmente, sempre.

MILAN, DOVE SEI?

La settimana del Milan aperta dalla Supercoppa persa 3-0 contro l’Inter, si chiude con un pesantissimo 4-0, dove la differenza con la Lazio è stata abissale. Pioli ha evidentemente bocciato il mercato estivo. Anche ieri l’allenatore nativo di Parma ha schierato il solo Dest tra i nuovi, ma solo perché costretto dall’infortunio di Theo Hernandez. La squadra ormai sembra smarrita, non solo nel gioco, ma nell’organizzazione, vista la semplicità con cui viene infilata dagli avversari. L’ancora di salvataggio per Pioli e i suoi è ancora a portata di mano, visto che il Milan occupa ancora oggi la seconda posizione, ma la strada per riemergere è molto lunga.

DIFESA COLABRODO

Il Milan ha messo in mostra un’altra prestazione difensiva di livello molto, troppo basso. Nemmeno lontana parente delle prestazioni della scorsa stagione, quando la linea a quattro difensiva, protetta dalla coppia Bennacer-Tonali aveva fatto la differenza durante tutta la seconda parte di stagione. L’assenza della sicurezza Maignan pesa sulla tranquillità di una coppia comunque ancora giovane come Tomori-Kalulu, ma non basta a giustificare il rendimento della coppia. Situazione non diversa con Kjaer in campo: dopo l’uscita sull’1-0 di Tomori per un problema muscolare, è toccato al danese ma il suo ingresso non ha sortito effetti positivi. Marcature perse, poca reattività, Calabria e Dest lasciati soli dagli esterni alti e dai mediani in balìa delle coppie della Lazio: Zaccagni-Hysaj da una parte, Pedro-Marusic dall’altra.

MERCATO BOCCIATO

Il quadro della situazione Milan è completato dalla poca fiducia del tecnico nei nuovi acquisti. Nella formazione titolare del Milan, ieri, c’era solo Dest, gravemente insufficiente in entrambe le fasi, e Pioli ha concesso qualche minuto a Origi e De Ketelaere solo nel finale, con la partita già sul 2-0 per la Lazio. Non c’è stato invece spazio per i vari Thiaw, Vranckx, Pobega e Adli. In particolare, l’ex Wolfsburg era sembrato nelle ultime settimane aver scalato qualche posizione nelle gerarchie, ambendo a diventare il sostituto di Kessiè sulla trequuarti per ridare maggiore equilibrio al Milan. Niente da fare.
A conferma che il mercato estiva non sia gradito dal tecnico rossonero ci sono dati inconfutabili: i 7 nuovi arrivi del Milan finora hanno gioca appena il 12,6% del totale dei minuti stagionali dei rossoneri in campo. Segno quanto mai evidente che il Milan non si è rinforzato.