Sport italiano in lacrime, terribile lutto: addio all’olimpionico

Un devastante lutto si è abbattuto sullo sport italiano: se ne è andato per sempre l’olimpionico. Ecco di chi si tratta.

La prossima sarà un’estate di fuoco per gli sportivi italiani e non solo per le temperature che si preannunciano elevate in scia a un 2023 che è stato l’anno più caldo da quando ci sono rilevazioni attendibili.

Terribile lutto nello sport italiano
Sport italiano sotto shock: addio all’olimpionico (Ansa)-sportitalia.it

Infatti tra giugno e agosto prossimi sono in programma gli Europei di calcio, ospitati in Germania e ai cui nastri di partenza ci sarà anche la Nazionale di Luciano Spalletti – vale la pena sottolinearlo dopo le due consecutive mancate partecipazioni alla fase finale della rassegna iridata – e le Olimpiadi di Parigi.

Due attesi appuntamenti sportivi che di sicuro infiammeranno gli italiani tanto quanto la canicola estiva, con la squadra olimpica che è chiamata quantomeno a tentare di avvicinarsi al record di medaglie, 40, conquistate ai Giochi Olimpici di Tokio 2020 – disputatisi nel 2021 in conseguenza delle restrizioni per arginare la pandemia di Covid – anche per onorare la memoria di un olimpionico che purtroppo ci ha lasciati.

Ciclismo in lutto: è morto Luigi Arienti, oro olimpico a Roma

Lutto nel mondo dello sport: si è spento a Desio, dove era ricoverato in una residenza sanitaria, Luigi Arienti, per tutti “Luis”, protagonista, insieme a Marino Vigna e Franco Testa (gli unici ancora in vita) e Mario Vallotto, della cavalcata d’oro a tempo di record del quartetto dell’inseguimento a squadre sui 4000 metri in pista all’Olimpiadi di Roma 1960.

Morto l'olimpionico Luigi Arienti
Addio a Luigi Arienti, oro olimpico a Roma 1960 (Ansa)-sportitalia.it

Nato a Desio il 6 gennaio del 1937, dopo la scuola dell’obbligo Luigi Arienti durante le vacanze lavora come garzone in un negozio di bici avvicinandosi, grazie all’interessamento del fratello Angelo, al mondo del ciclismo mietendo vittorie nei dilettanti, 15 nel 1959, nonostante l’espletamento del servizio militare, e ben 41 nel 1960, il suo anno d’oro, quando vince praticamente tutto quello che c’era da vincere: campionati Lombardo e Laziale sia su pista che nel cross, i Giochi del Mediterraneo su pista, il Trofeo De Gasperi e una prova olimpica su strada.

Dopo le Olimpiadi di Roma Arienti, nel 1961, passa professionista con la Molteni, diretta dal monzese Giorgio Albani, dove rimane per due stagioni conquistando tre vittorie (Colonia, prova Trofeo Cougnet e a Camaiore in Circuito). Ma, consapevole delle difficoltà delle corse su strada, Arienti abbandona le gare su strada per concentrarsi sulla pista dove nel quinquennio 1961/65 al Campionato Italiano a inseguimento si classifica sempre al secondo posto, preceduto da Faggin, tanto da essere affettuosamente soprannominato “l’eterno secondo”.

Non solo il ciclismo nella vita dell’olimpionico Luigi Arienti che ha anche lavorato, benvoluto da tutti, come collaboratore scolastico, custode e tuttofare alle scuole elementari della sua San Carlo, la frazione di Desio dove ha sempre vissuto, oltre a dedicarsi alla formazione delle giovani leve del ciclismo che, come i suoi familiari e tutti gli sportivi italiani, lo piangono e lo rimpiangono.

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