Juventus, Allegri: “Potrebbe essere l’ultima finale per noi… Dobbiamo essere attenti e portare la partita dalla nostra parte”

Dopo Danilo, nella sala stampa dell’Olimpico, ha preso parola anche Massimiliano Allegri che ha parlato della gara di domani della Juventus contro l’Atalanta. Per Allegri sarà la 6^ finale di Coppa Italia alla guida della Juve, nelle precedenti 5 ha vinto ben 4 volte.

Allegri, come arriva la Juventus alla partita?
Bene, speriamo domani sera meglio. Abbiamo raggiunto l’obiettivo Champions e ora c’è questa finale bella da giocare, contro una squadra che gioca molto bene e cui faccio i complimenti anche per la finale di Europa League“.

L’assenza di Scamacca è un vantaggio o uno svantaggio per voi?
Domani indipendentemente da tattica e tecnica servirà disponibilità in campo per vincere più duelli possibili. Sappiamo che ci sono momenti di difficoltà in ogni partita e dovremo controbattere nel migliore dei modi“.

Che cosa potreste avere in più dell’Atalanta?
Nelle finali hai sempre il 50% di probabilità di vincere. Quindi, devi portare l’episodio dalla tua parte sapendo che con loro non finiscono mai le partite“.

Partite davvero sfavoriti?
Il calcio è meraviglioso, una partita in un attimo ti si può rovesciare a favore o contro e così come un’intera stagione. In questo momento tutti danno per favorita l’Atalanta e per noi domani potrebbe essere anche l’ultima finale. Ci vorrà lucidità, serenità e concretezza. Se poi gli avversari saranno stati più bravi, stringeremo la mano“.

Con Locatelli squalificato, domani gioca Nicolussi Caviglia?
Lui sta bene, ma stanno bene tutti. Devo solo scegliere a centrocampo, senza Locatelli, e sugli esterni. Tra stasera e domattina farò le ultime valutazioni“.

Vincere questa Coppa Italia darebbe un senso diverso alla stagione?
Ripeto, fino alla noia, l’obiettivo principale della Juventus era qualificarsi alla prossima Champions League. Ci sono momenti in cui nella vita, se non puoi vincere, puoi comunque garantire un tesoretto alla società. Vedremo se vinceremo, ma partecipare a questi eventi non è da tutti. Se saremo bravi e un po’ fortunati potremo portarla a casa, ma l’obiettivo principale era la qualificazione alla Champions League“.

Studierà qualcosa di particolare per fermare Koopmeiners?
L’Atalanta ha dei giocatori importanti, fisici e tecnici. Soprattutto i loro attaccanti sono molto bravi, ma noi non siamo da meno. Vivono di euforia e entusiasmo, dovremo fare una partita da finale, che è sempre un po’ diversa“.

Cambia qualcosa dal punto di vista psicologico che vi giudichino sfavoriti?
Giocheremo con grande rispetto dell’Atalanta, come abbiamo fatto nelle precedenti finali. Le partite vanno vinte sul campo, noi bisogna essere bravi a portare tutto dalla nostra parte. Ci vuole la convinzione di portarsi a casa la coppa“.

Che insegnamenti può trarre dalle finali del passato?
La coppa ha un peso e un valore perché è sempre un trofeo. Essere qui a giocarlo è già un risultato, ora bisogna essere bravi a portarlo a casa. Abbiamo la possibilità di vincere, altro risultato importante“.

Come si difende contro questa Atalanta?
La partita potrebbe essere sulla falsariga del campionato ma dipenderà da come si evolve. I dettagli fanno la differenza nelle partite secche. Noi abbiamo una squadra forte, difficile da giocarci contro quando mette l’attenzione giusta. So che l’Atalanta gioca bene, ho visto la gara contro la Roma in cui hanno fatto una gara straordinaria ma quando prendi il 2-1 poi magari le partite cambiano. Testa e grande equilibrio“.

Allegri, come vive questa finale rispetto alle altre giocate come allenatore della Juventus?
Io sono ancora un bambino, vivo con grande entusiasmo: è sempre bellissimo partecipare a questi eventi e domani metteremo tutto quello che abbiamo. Abbiamo da perdere noi, ma anche l’Atalanta: una finale è così“.

Il cammino di questi anni in Europa dell’Atalanta ha contribuito a un cambio di mentalità globale?
All’Atalanta c’è solo da fare i complimenti, non è semplice raggiungere due finali e negli anni sono sempre andati in crescendo. La cosa più difficile è il mantenimento, se non il miglioramento, di quanto fatto. Sono una realtà importante del calcio italiano ed europeo“.

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