Sangue, coraggio e qualificazione: Nikola Krstović diventa il simbolo della notte epica dell’Atalanta contro il Borussia Dortmund, tra ferite profonde e un rigore che vale gli ottavi di UEFA Champions League.
Il volto coperto di sangue, una vistosa ferita sulla fronte e lo sguardo ancora incredulo per quanto accaduto: così Nikola Krstović è rimasto impresso nelle immagini finali della notte di Bergamo. L’attaccante montenegrino si è di fatto sacrificato riportando un taglio profondo in seguito al violento colpo ricevuto.
Lo staff medico è intervenuto immediatamente per tamponare l’emorragia, ma le ferite sono ovviamente rimaste sul volto del centravanti montenegrino. Una scena che ha reso ancora più drammatico e simbolico l’episodio decisivo della gara, trasformando quell’azione in una delle più forti e discusse dell’intera stagione europea.

L’episodio
Ha davvero dell’incredibile quanto successo nel finale di gara a Bergamo, in una notte europea destinata a entrare di diritto nella storia dell’Atalanta. Alla New Balance Arena si è consumato un epilogo clamoroso, di quelli che rendono la UEFA Champions League la competizione più affascinante e imprevedibile del panorama calcistico mondiale.
La squadra guidata da Raffaele Palladino era chiamata a ribaltare il 2-0 subito in Germania contro il Borussia Dortmund. Un’impresa complicata, quasi proibitiva sulla carta. Eppure, spinta da un pubblico straordinario, l’Atalanta ha messo in scena una rimonta veemente, portandosi sul 3-0 e completando il sorpasso nel doppio confronto.
Quando tutto sembrava indirizzato verso una notte perfetta per i nerazzurri, è arrivata la doccia fredda: il gol di Karim Adeyemi ha ristabilito la parità complessiva, gelando lo stadio e rimettendo in bilico la qualificazione. Il Borussia, fino a quel momento in balia degli eventi, aveva trovato la rete che poteva cambiare il destino della sfida.
Il colpo di scena
Nei minuti di recupero, con le squadre stremate, i tedeschi perdono un pallone sanguinoso nella propria metà campo. L’Atalanta si riversa in avanti per l’ultimo assalto. È Mario Pašalić a recuperare la sfera e a puntare deciso sulla corsia sinistra. Il suo traversone è calibrato alla perfezione: scavalca il portiere Gregor Kobel e spiove verso l’area piccola, dove Krstović è pronto a colpire di testa.
A quel punto accade l’imponderabile. Nel tentativo disperato di intervenire, Ramy Bensebaini alza il piede e colpisce in pieno volto l’attaccante montenegrino. Un calcio in faccia netto, violento, che lascia il numero nove atalantino a terra sanguinante. Inizialmente l’arbitro José María Sánchez Martínez assegna soltanto un calcio d’angolo, ma il VAR richiama immediatamente l’attenzione per un possibile cartellino rosso e calcio di rigore.
Dopo l’on-field review, la decisione è inevitabile: penalty per l’Atalanta e seconda ammonizione per Bensebaini, che lascia i suoi in dieci uomini. Sul dischetto si presenta Lazar Samardžić. La tensione è palpabile, il silenzio assordante. La conclusione è perfetta: pallone all’incrocio dei pali, 4-1 e qualificazione agli ottavi.
Krstovic dopo il match
Dopo la gara sui social network, l’attaccante in compagnia di Lazar Samardzic ha mostrato il volto ferito dopo il colpo ricevuto. Ferite profondo che hanno in parte scioccato, ma che mostrano il coraggio avuto da Krstovic di andare a contrasto con l’obiettivo di segnare ad ogni costo.