De Laurentiis sul disastro Italia: “Bisogna resettare tutto. 20 squadre in A? Sono troppe”

Aurelio De Laurentiis, dopo il disastro dell’Italia in Bosnia, ha parlato così: ecco da dove dovrebbe ripartire il calcio italiano.

Un disastro praticamente annunciato. L’eliminazione dell’Italia dai playoff Mondiali è lo specchio di una grave crisi che ha colpito il calcio italiano ormai da anni. Aurelio De Laurentiis, dopo il disastro degli azzurri in Bosnia, ha parlato così: ecco da dove dovrebbe ripartire il calcio italiano.

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli

De Laurentiis sul disastro Italia: “A pazziell mman e criatur”

Il presidente del Napoli, ai microfoni di Radio CRC, ha affermato: “Qual è il vostro sentimento? Il mio è chiaro da dieci anni, mi viene solo da sorridere perché a Napoli abbiamo una bellissima espressione: a pazziell mman e criatur. Abbiamo sempre detto che si gioca troppo, e tutto ciò distrugge anche i nostri calciatori.

Se torniamo al 1986, avevamo 16 squadre in Serie A, oggi continuiamo a volerne 20. Se tornassimo alle 16 risparmieremmo i giocatori che sono un patrimonio da noi pagato, non dalla FIFA o dalla UEFA. Dopodiché, avremmo tutto il tempo per poter dare alla Nazionale un tempo grossissimo per allenarsi.

Ancor DeLa: “Si gioca troppo, 20 squadre sono troppe”

Ancora De Laurentiis: “Trovare capri espiatori non serve a niente, quando accuso che nel calcio italiano sono anni che tutto è dormiente, e che nulla si sposta perché non spostando nulla tutti vivacchiano. Il mondo dello sport è stato foriero di grandi successi: alle Olimpiadi ne abbiamo avuto riscontro, il signor Malagò ha lavorato molto bene. Questa ineccepibilità non la riscontro altrove: bisogna resettare senza aver paura e vergogna di ripartire da zero.

Bisogna poter dire: si gioca troppo, sono troppe 20 squadre, dobbiamo essere 16, dobbiamo dare due mesi di tempo alla Nazionale per allenarsi come si deve. Questo deve essere chiarissimo, non possiamo giocare con i soldi degli altri. Adesso basta, ci hanno stancato, bisogna mettere i puntini sulle i. Sedici squadre, meno partite, più tempo per la Nazionale, pagare i giocatori che vengono convocati, assicurazioni totali in caso di infortuni. Questa è la ripartenza dovuta. Malagò? Se prendesse in mano il calcio italiano, risalirebbe molto presto. Bisognerebbe azzerare tutto e ripartire da domattina”.

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