Kessie e il solito metodo dell’agente africano

Carnevali si stupisce di come sia finito il circo Kessie, eppure Giovanni guarda spesso i nostri programmi e il 22 luglio alle 23.50 gli avevamo svelato il finale del film. Quando di mezzo c’è Kessie finisce sempre male.

Detto fatto. Se qualcuno crede che stia millantando, può ricercare la puntata. È quella che aveva scatenato il caos in studio con l’amico Beppe Galli, che difendeva proprio gli agenti, e in quel caso feci il nome di Atangana che, per portare Kessie al Barcellona, prese una maxi commissione di 10 milioni di euro. Ora è andata allo stesso modo. Atangana, che ha un calciatore nella sua scuderia, ha deciso di fare all-in con la sua carriera. Sperando che smetta presto, sta raccogliendo tutto al bancomat. Le società usate come sportello dove ritirare i soldi. Fin quando decidiamo di farci trattare come dei bancomat, questa è la fine che ci meritiamo.

Il caso Kessie e la trattativa con la Juventus

La Juventus chiude l’accordo per il calciatore, ma Carnevali, da persona onesta qual è, non si piega al sistema. Era tutto fatto, certo. Quindi cosa manca? L’ultima voce. Quella che recita “la mia parte”. Carnevali voleva fare una cosa giusta, in linea con la trattativa, ma qui salta il banco. Dove gli agenti devono guadagnare più di chi va in campo. Carnevali non accetta, ma Atangana ci mette tre secondi a chiamare Giuntoli e a farsi dare i soldi che vuole per sé dall’Atalanta. Il calciatore era Torino, ma va a Bergamo perché tanto chi detta la linea è il suo procuratore.

Atangana e il sistema delle commissioni

Avere a che fare con Atangana è uno dei mali del calcio. Se avessimo una FIFA seria, si alzerebbe un polverone. Si aprirebbe un’inchiesta. Invece è tutto consentito, in un mondo dove le regole vanno interpretate e dove vale tutto per tutti. Carnevali non avrebbe vinto lo scudetto con Kessie e non fallirà senza Kessie. Giocatore all’ultimo giro di giostra. Però, almeno, ha dato una lezione all’esterno. Non possiamo accettare tutto pur di avere un calciatore.

La Juventus non deve avere rimorsi

La Juventus non deve avere rimorsi. Qui, però, sarebbe opportuno spulciare le carte e far intervenire la Procura Federale. Il Direttore Generale della Juventus ha lanciato l’allarme. È stato esplicito e non possiamo ogni volta far cadere tutto nel dimenticatoio. Soldi che ovviamente finiscono in Africa ed escono puntualmente dal calcio italiano.

Buon finale di mercato a tutti.

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