Donyell Malen è destinato a essere uno dei migliori acquisti degli ultimi 15 anni in Serie A. Il Malen che fa bene, ci sarebbe da prendere nota. Con tanti saluti agli ex calciatori italiani che ora si divertono a fare gli opinionisti, gli stessi che dopo le prime settimane (a suon di gol) del ragazzo olandese avevano sentenziato “va beh, la Serie A è scarsa, in Premier non la strusciava più”.
Il solito metodo ridicolo di giudicare un calciatore. Viaggiamo a bassa quota, finendo spesso dentro lo scantinato senza mezza via di uscita, proprio per questi giudizi senza senso e senza la minima spina dorsale. Sarebbe bello non metterci superficialità e riconoscere – almeno una volta nella vita – l’intelligenza e la resa di certe operazioni. Malen arriva a gennaio dall’Aston Villa, un’operazione fulminea in prestito con obbligo di riscatto per una cifra (circa 25 milioni) che è una passeggiata di salute rispetto a tante follie spesso in onda anche su questi schermi. Trascina la Roma alla rincorsa Champions, dimostra di essere molto intelligente, molto tecnico e molto furbo, viene riscattato perché anche se ci fosse stato un diritto e non un obbligo la famiglia Friedkin si sarebbe precipitata.

Malen e la Roma, un’operazione che fa la differenza
Al “pronti via, bis” si presenta con una tripletta che dà il senso del suo enorme repertorio, il primo gol alla Fiorentina è un capolavoro (ci sono tutti gli ingredienti dell’attaccante moderno) che offre l’idea del suo enorme talento. Gioca per se stesso e per la squadra, non è egoista e parla come se fosse giallorosso da dieci anni e non da pochi mesi. La trazione anteriore di Gasperini lo esalterà, a maggior ragione se a scortarlo fosse il Dybala delizioso della prima giornata di campionato. Ma tra un Mora e un Soulé con il contorno di Castro, l’assortimento è così ben fatto che se dovesse arrivare l’esterno offensivo di ruolo si potrebbe pensare a una Roma macchina da gol. Soprattutto perché, non dimentichiamo, Gasp gioca per farne uno in più. E il rischio, un bel rischio, è che Malen ne faccia sempre uno in più agli avversari, mettendo la Roma nella bellissima prospettiva di poter partire sempre da un vantaggio. Facciamo così: se ci fossero 10 operazioni alla Donyell, da 25 milioni cadauna, forse avremmo davvero il senso pieno di un mercato fatto con raziocinio e non di soldi letteralmente scaraventati dalla finestra. Speriamo (per loro), tanto i soldi non sono i miei e neanche i vostri.
Mercato, cosa serve a Inter, Juve, Napoli e Milan
Meno di una settimana allo stop del mercato. Cosa serve e soprattutto a chi? L’Inter sta benone e non ci sarebbe la necessità di togliersi un altro sfizio. La Juve fa spazio per Kessie e deve aggiungere un centravanti d’area (alla Sorloth o alla Mateta, l’identikit è quello) per accontentare Spalletti. Luciano a parole ha sbagliato, non si giudica in quel modo la prestazione di un centravanti (Kolo Muani) che ha voluto contro tutto e contro tutti e che è costato il doppio di Malen. Una carezza piuttosto che una scudisciata, vero Luciano? Il Napoli va a caccia di occasioni e soprattutto di cessioni. Il Milan dipenderà dagli esuberi da piazzare (Leao in testa) e deve pensarci Jorge Mendes. Particolare che offre l’idea di un mercato diverso rispetto alle abitudini di una volta. Ha ragione quel mio amico che sostiene come si stesse meglio quando si pensava di stare peggio. Sacrosanto.
Jorge Mendes e il nuovo mercato
Il Milan dipenderà dagli esuberi da piazzare (Leao in testa) e deve pensarci Jorge Mendes. Particolare che offre l’idea di un mercato diverso rispetto alle abitudini di una volta. Ha ragione quel mio amico che sostiene come si stesse meglio quando si pensava di stare peggio. Sacrosanto.