Allarme Juve! senza Yildiz: gli altri devono crescere, Massara è arrivato troppo tardi!

La Juventus ha conquistato tre punti a Frosinone, ma nel giro di poche ore ha perso Kenan Yildiz e scoperto di non poter più rinviare alcune decisioni.

L’attacco crea ma non segna, gli altri giocatori offensivi devono aumentare il proprio rendimento e la dirigenza è chiamata a completare una rosa ancora incompiuta. Il dubbio è inevitabile: con una programmazione più tempestiva, si poteva arrivare a un giocatore come Malen?

Senza Yildiz cambia tutto

L’infortunio di Kenan Yildiz rappresenta molto più della semplice assenza di un titolare. Spalletti perde il giocatore maggiormente creativo, il riferimento tecnico della trequarti e l’elemento capace di cambiare una partita attraverso una giocata individuale.

Il turco non aveva brillato particolarmente a Frosinone, ma la sua presenza obbligava gli avversari a raddoppiare la marcatura e liberava spazi per Kolo Muani e Conceição. Senza di lui, la Juventus diventa più prevedibile e perde qualità nelle zone centrali del campo. Da capire i tempi dell’infortunio ma l’apprensione cresce.

Boga può sostituirlo sulla fascia, Alajbegovic possiede talento e Zhegrova potrebbe sorprendere, poi c’è Nico Gonzalez garantisce duttilità se resterà. Nessuno, però, offre oggi lo stesso insieme di dribbling, visione e capacità di creare una conclusione dal nulla.

La Juventus dovrà quindi sostituire Yildiz attraverso il lavoro collettivo, non esiste un cambio naturale: servono responsabilità distribuite tra tutti gli altri interpreti offensivi.

Gli altri devono crescere subito

L’assenza del numero 10 elimina ogni alibi. Conceição, Zhegrova, Boga, Alajbegovic, McKennie e forse Nico Gonzalez devono aumentare immediatamente il proprio contributo.

Conceição ha disputato una partita vivace a Frosinone, partecipando all’azione del gol di Bremer e mettendo spesso in difficoltà il proprio avversario, quando è arrivato il momento di concludere, però, ha sprecato due possibilità importanti.

Zhegrova è entrato senza incidere e deve ancora raggiungere una condizione accettabile. Boga ha mostrato un paio di accelerazioni, ma ora dovrà dimostrare continuità. Alajbegovic possiede qualità, tuttavia non può essere caricato della responsabilità di sostituire da solo il giocatore più importante della squadra.

Nico Gonzalez può tornare centrale proprio quando sembrava vicino alla partenza. L’argentino deve però offrire finalmente gol, inserimenti e prestazioni costanti, non soltanto disponibilità tattica, sempre se resterà.

L’attacco continua a non segnare

Il problema principale emerso allo Stirpe è stato evidente: la Juventus ha costruito abbastanza per vincere con tre o quattro gol di scarto, ma ha segnato soltanto attraverso un difensore.

Bremer non può continuare a essere il centravanti occulto della squadra. Le palle inattive rappresentano una risorsa importante, non il piano offensivo principale di una formazione che vuole avvicinarsi alle prime posizioni.

Kolo Muani ha sbagliato una conclusione semplicissima, il francese si muove, attacca la profondità e partecipa alla manovra, ma viene giudicato per i gol. Se deve diventare il riferimento offensivo della Juventus, occasioni come quella di Frosinone devono essere trasformate, Spalletti lo ha spronato e chi pensa che ci sia un caso sbaglia di grosso, Spalletti ha voluto Kolo Muani e non è impazzito dopo un mese.

Anche Conceição e Yildiz hanno mancato il raddoppio. Il risultato è stato un finale pericoloso, con il Frosinone arrivato a pochi centimetri dal pareggio. Contro avversari più forti, sprecare tanto significherà perdere punti.

Il problema non nasce oggi

La poca concretezza non rappresenta una novità, la Juventus si trascina da tempo una produzione offensiva inferiore rispetto alle occasioni costruite e una dipendenza eccessiva dalle giocate individuali.

Spalletti può migliorare il sistema, aumentare la velocità della circolazione e portare più uomini dentro l’area, alla fine, però, servono calciatori capaci di trasformare le opportunità.

La prima partita ha riproposto un copione già visto: buona partenza, controllo, vantaggio, occasioni sprecate e progressiva perdita di sicurezza. La squadra si abbassa, smette di giocare e comincia a difendere il risultato invece di cercare il secondo gol.

L’infortunio di Yildiz rende questo difetto ancora più preoccupante, senza il giocatore dotato della maggiore qualità individuale, gli altri devono produrre numeri mai garantiti con continuità.

Massara è arrivato troppo tardi

Una parte delle difficoltà dipende anche dalla costruzione della squadra. Frederic Massara è arrivato troppo tardi rispetto alle esigenze di una Juventus che aveva bisogno di essere rifondata con largo anticipo, fosse arrivato prima magari avrebbe portato a Torino, Malen.

Il dirigente insieme a Carnevali, ha ereditato situazioni complicate, contratti pesanti, giocatori difficili da cedere e una rosa sbilanciata. Non gli si possono attribuire tutte le responsabilità, allo stesso tempo, però, il calendario non aspetta e il mercato è ormai vicino alla conclusione.

Spalletti ha iniziato il campionato senza avere la squadra completa, manca un centrocampista, manca un’alternativa naturale a Cambiaso e manca soprattutto un attaccante capace di offrire caratteristiche differenti rispetto a Kolo Muani.

Ora si è aggiunto anche l’infortunio di Yildiz, la dirigenza deve reagire, ma farlo negli ultimi giorni significa negoziare con meno forza, accettare formule non ideali e dipendere dalle uscite.

La Juventus doveva prendere Malen?

La domanda sorge spontanea osservando le mosse delle concorrenti: la Juventus avrebbe dovuto intervenire su Donyell Malen?

L’attaccante olandese avrebbe garantito velocità, duttilità e capacità di giocare in più posizioni. Non è un centravanti d’area puro, ma può muoversi sulle fasce, attaccare la profondità e avvicinarsi alla punta.

In una situazione come quella attuale, senza Yildiz e con diversi esterni ancora lontani dalla migliore condizione, un giocatore con quelle caratteristiche sarebbe risultato particolarmente utile, ma bisognava pensarci prima.

La Roma può essere l’anti-Inter?

La Roma ha costruito una squadra interessante e può diventare una delle principali alternative all’Inter. Per stabilire se sia realmente l’anti-Inter serviranno continuità, equilibrio e la risposta degli scontri diretti.

Il punto, dal lato juventino, è un altro: mentre le concorrenti provano a definire la propria identità, la Juventus sta ancora cercando gli ultimi pezzi del puzzle.

I bianconeri non partono battuti e possiedono diversi giocatori di qualità. Bremer, Yildiz, Thuram, Cambiaso, Conceição e Kolo Muani costituiscono una base importante. Per inserirsi nella corsa al vertice, però, non bastano i nomi: servono gol, personalità e una rosa completa.

Due situazioni al limite fanno già discutere

La prima giornata ha inoltre proposto due situazioni al limite che meritano attenzione. Non è ancora il momento di costruire processi o teorie, ma è corretto chiedere uniformità nelle decisioni, che speriamo di ci sia. L’intervento di De Bruyne su Vazquez fa discutere, i tifosi bianconeri pensano a McKennie ed all’intervento su Gosens. Ed oggi, la posizione di Bisseck ricorda quella di Thuram in Juventus-Lazio, ma quello era un altro campionato.

Gli episodi dubbi fanno parte del calcio e possono essere interpretati in modo differente. Il problema nasce quando contatti simili producono valutazioni opposte a seconda della partita o della squadra coinvolta, ora sarà curioso vedere se ci sarà uniformità.

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