La storia recente dei campionati ce l’ha insegnato duramente: quello che succede alla quinta giornata, o meno, conta zero.
E va grossomodo così fino alla pausa di novembre: quante volte in questi anni il Milan ha illuso con grandi partenze per poi crollare miseramente? E l’Inter che l’anno scorso sembrava a un passo dall’esonero già al 2 settembre? Anche al netto di così, però, Roma-Inter sembra stagliarsi come il primo incontro al vertice con una certa attendibilità, che non vuol dire incontrovertibilità. Non solo perché rispetto a Inter-Napoli sono entrambe le uniche a punteggio pieno, ma perché i giallorossi stavolta sembrano davvero dei leader affidabili. Anche l’anno scorso l’Inter incontrò una Roma prima, arrivando da dietro, ma tutti si affrettarono a dire che non poteva essere considerato uno scontro diretto perché figurati se la Roma sarebbe arrivata davanti a Milan e Juventus. E invece. Però oggettivamente quest’anno la Roma ha messo dentro già una stagione sul podio, ha acquisito consapevolezza, e ha fatto finalmente un mercato ad aggiungere, non a cambiare o sostituire. E Gasperini al secondo anno carbura ancora di più…

Roma-Inter, il big-match conterà solo se vince la Roma
Ecco perché il big-match conterà solo se la Roma vincerà. Perché, che l’Inter vinca o meno, non cambierà la sua forza. Potrebbe accusare il colpo, certo, ma ne ha passate tante e non sarà una partita a determinare il valore. E neanche se la Roma perderà cambierà qualcosa, perché forse finora è stata la migliore ed è comunque in progress, quindi importa come te la vai a giocare, tipo l’Inter a Madrid. Ma se la Roma vincerà, quello potrebbe essere l’unico esito con una certa attendibilità. Perché vorrebbe dire, dopo non sappiamo nemmeno quanti anni, che la Roma riesca appunto a essere affidabile proprio nel momento più importante, e che quindi possa essere assoluta alternativa credibile allo scudetto nei fatti.
Gasperini e la grande occasione contro l’Inter
Ovvio che Gasperini se la giocherà alla sua, e la qualità accresciuta della rosa gli dà una vera concreta possibilità, dopo 10 anni, di battere l’Inter, una serie che prima o poi terminerà, e la Roma gioca molto bene per farlo. La chiave è nei duelli uomo su uomo che i giallorossi cercheranno, sulla superiorità a centrocampo da ottenere ma anche sfruttare, e dall’altra parte sul giro palla dell’Inter per aggirarli, se sarà veloce e preciso, non dunque come in avvio con Napoli e Udinese (il Bernabeu non fa testo).
Inter, servono accuratezza in marcatura e fase difensiva
Serve quello all’Inter, e serve un’accuratezza in marcatura e in fase difensiva che è stata troppo inaffidabile finora, al netto del giocare spregiudicati. Soprattutto Akanji è chiamato a maggiore concentrazione nel prendere le misure, e in generale non si può staccare totalmente la spina quando si ripiega senza palla, fosse anche solo in un paio di transizioni. Quello svolgimento, più che il risultato finale stesso, sarà fondamentale per l’Inter, per capire se alla forza che è riconosciuta sarà unita quest’anno anche la cattiveria agonistica.