La frase di Maldini che devasta il mondo Milan. Se campione, la Juventus sarebbe la più brutta di sempre?

Nel terremoto Maldini del nono grado che ha messo sottosopra il mondo Mllan, c’è una scossa che più di tutte le altre è deflagrante di trenta anni della narrativa delle cose di casa rossonera. A parte che già solo il fatto che le extended version dell’intervista a Maldini sia lunga il triplo di quella cartacea – che pure occupa 2 pagine – fa capire la sproporzione dell’evento tellurico: per intenderci, le verità di Maldini hanno quella cosina all’inizio che viene chiamata ‘tempo di lettura’ di ben 14 minuti, roba che nemmeno agli articoli più infiniti online succede, per capire la quantità delle ondate distruttive. Ma in mezzo alle decine di verità dirompenti – che sono pur sempre le verità di Maldini, dunque non automaticamente verità assolute, ma tuttavia da fare spavento per quanto circostanziate siano le accuse, e quanto onnicomprensive di tutti i capi d’accusa della gestione del club, quelle stesse differenti accuse così diffuse in questi giorni.

Tuttavia tra tutte le bordate, quella più incredibile e incomprensibilmente poco sottolineata è quella di Maldini al racconto delle notizie riguardanti il Milan da parte dei cronisti storici al seguito del club o contigui all’area rossonera. Dice Maldini letteralmente: “Spesso si pensa che il pubblico non capisca e si faccia condizionare dalla comunicazione, magari studiata a tavolino, ma per fortuna così non sembra. E’ inutile nascondere che tutti quelli che hanno avuto a che fare con la galassia Milan in questi anni siano stati indirizzati nel veicolare sui media compiacenti una certa storia: chi dice il contrario sa di mentire a sé stesso”.

Rileggetela bene, perché una cosa incredibile e rivoluzionaria. Perché Maldini non dice: chi mi dà torto è un bugiardo. Ognuno è libero di valutare l’operato di Maldini secondo suo giudizio.

No, quello che dice è estremamente più sconvolgente. Perché Maldini sta praticamente dicendo che l’universo degli storici cronisti vicini al Milan, o di quei media dedicati al Milan, storicamente riporta ciò che fa piacere alla società, e deliberatamente. E ripeto, a dirlo è Maldini, per 30 anni anima del Milan. Se ci pensate bene, è una cosa totalmente rivoluzionaria e sconvolgente. Dirla, e che a dirla sia Maldini. Impossibile dopo una dichiarazione del genere da chi c’è stato dentro, nelle dimensioni in cui lui l’ha rappresentata, considerare e leggere certe cose sul Milan con gli stessi occhi di prima.

Nel frattempo, tra le cose di campo c’è la Juventus che meritatamente è prima in classifica, seppur temporaneamente. Ribadisco meritatamente, perché ognuno ha il diritto di giocare come vuole. La Juve i punti che ha non li ha rubati (ci sarebbe giusto da discutere quelli ottenuti col Bologna, ma quello è un altro punto), dunque ognuno persegue il proprio destino nella maniera che ritiene più adatta.

Certo non si può notare che non si ricorda una squadra di così alta classifica giocare così convintamente e pervicacemente male. Anche Monza-Juve è stata un supplizio per le pupille: alla fine la Juve merita, perché Palladino ha regalato un tempo, perché Allegri ha messo nel sacco il collega tatticamente, perché il computo delle occasioni dice 3 a 1 per la Juve. Ma appunto, parliamo di 4 occasioni totali nella partita. Nulla, come praticamente accade sistematicamente in ogni partita della Juventus. L’esperienza di guardare i match dei bianconeri rasenta l’osservare un rubinetto che perde.

Ribadisco: non toglie nulla al merito di stare lassù. Ma oggettivamente ogni partita è di una bruttezza esasperante.

Che la Juve sia o meno una candidata alla scudetto non è più argomento di discussione. Invece propongo: dovesse vincere il titolo, sarebbe la campionessa con il gioco peggiore degli ultimi 40 anni? E’ estremamente probabile. Mi vengono in mente solo altri 3 esempi: la Juventus di Sarri 2019-20, fondata sull’inerzia di una rosa più forte trascinata da Cristiano Ronaldo; la Juve di Allegri versione 2017-18, per intenderci quella del contestato scudetto contro il Napoli di Sarri, che in verità segnava tanto ma in virtù di un gioco pragmatico che di nuovo si appoggiava su una rosa sfacciatamente migliore delle concorrenti; e infine il Milan 93-94, che vinceva sì una finale di Champions contro il Barcellona in maniera straripante, ma che in verità mai in campionato aveva fatto vedere nulla di simile, alzando il quattordicesimo scudetto con la miseria di 36 gol in 34 giornate, vincendo con degli 1-0 in puro stile Fabio Capello, anche lì basandosi su una rosa e una difesa sideralmente migliori di tutte le concorrenti. Eppure, ciascuna di quelle tre versioni di campioni, erano magari drasticamente pratiche, ma non letteralmente ‘brutte’. Non c’è dubbio che se questa Juventus diventerà campione, sarà l’elogio de “La Grande Bruttezza”.