Non piangiamo dopo i sorteggi. Osimhen e il rinnovo per l’addio. Buchanan, l’Inter e il budget

Il bello dei sorteggi, pochi minuti dopo, è che in tanti piangono come se gli avversari fossero nettamente più forti. Come se avessero incrociato Maradona e Van Basten, che terrore… Chi non è in Champions gufa, un classico su questi schermi e ci riferiamo al livello del tifoso medio. Ma chi ci sta dentro con entrambi i piedi pensa che gli avversari siano nettamente più forti quando così non è. A prescindere dalle montagne russe chiamate Bayern che attendono la Lazio, Inter e Napoli possono tranquillamente giocarsela contro Atletico Madrid e Barcellona. L’Inter è una squadra matura anche a livello europeo e lo ha dimostrato, l’Atletico si pone diversamente rispetto al passato, è una rogna per le sue alchimie difensive e ha un ottimo potenziale offensivo. Non sarà semplice, ma non possiamo certo dire che Simeone sia nettamente favorito, anzi andremmo su 51 Inter e 49 Atletico. Il famoso Barcellona è meno famoso rispetto ai tempi d’oro, ha riprogrammato con tanti giovani di talento più Lewandowski che non ha il plebiscito di estimatori in Catalogna. Il vero Napoli, non potrà essere quello sfavillante di Spalletti ma neanche quello penoso di Garcia, è in grado di scavalcare il fosso. Soprattutto se tra febbraio e marzo il tandem Osimhen-Kvaratskhelia sarà in grado di fabbricare pentole e coperchi. Lasciamo i piagnoni a casa, sapendo che Milan e Roma potranno giocarcela nei playoff di Europa League (il Feyenoord è una brutta bestia, ma Lukaku-Dybala possono infilzare quella difesa altissima), aspettando l’ingresso dell’Atalanta e non sottovalutando la Fiorentina in Conference. Situazioni che possono fare bene, benissimo, alla salute del ranking per quel famoso quinto posto nella prossima – sfavillante – Champions.

Victor Osimhen ha dimostrato tutta la sua enorme classe nell’azione che ha portato al raddoppio di Kvaratskhelia sabato scorso contro il Cagliari. Ci fa sorridere quando ascoltiamo che qualcuno tra i difensori di Ranieri avrebbe dovuto fermarlo: impossibile, se non procurando un calcio di rigore. Adesso Osimhen si prepara a firmare il rinnovo, non più una notizia visto che era stato De Laurentiis ad annunciare la svolta diversi giorni fa. Ci chiedono: ma non può essere la svolta per il Napoli? La svolta è quella di utilizzare Osimhen nella massima serenità e convinzione, quindi se firma a 10 milioni a stagione è un modo di rasserenarlo. Guadagnerebbe tanto? No, il giusto visto che stiamo parlando di uno degli attaccanti più forti al mondo. Anzi, se venisse inserita una clausola da 140-150 milioni guadagnerebbe meno, il rapporto tra cartellino e ingaggio si attesta sul 10 per cento. Ma una cosa appare chiara: Osimhen prolunga per dare una maggiore forza contrattuale al Napoli, per non arrivare alla prossima estate con un solo anno di contratto e quindi per non svilire la valutazione. In fondo, è un rinnovo prima dell’addio. E non possiamo pensare che si tratti di un’ottima notizia per chi tifa Napoli: la cessione sarà una bella cosa per le casse societarie, ma sostituirlo sarà complicato. E comunque smontare pezzo per pezzo (Kim primo passaggio) di quella spettacolare squadra firmata Spalletti non è certo un momento di felicità.

Il mercato sta arrivando, non aspettatevi sconvolgimenti ma aggiustamenti. L’Inter cerca un vice Cuadrado e ha un nome (da quasi un anno, era gennaio…) in cima alla lista. Stiamo parlando di Tajon Buchanan, classe 1999, in uscita dal Bruges, il sostituto perfetto di Juan potendo fare sia il terzino che l’ala. Operazione da 12 a 15 milioni, ci sono due strade: una cessione minore per finanziare l’operazione oppure il via libera della proprietà a prescindere, sarebbe l’ora dopo gli incassi derivanti da un eccellente percorso in Champions. Buchanan è il preferito per distacco, le altre sarebbero alternative. Esattamente come per il futuro vanno seguite, a conferma di quanto raccontato oltre un mese fa, tre situazioni a zero: Djalo, nome a caratteri cubitali; Zielinski che aveva dato priorità al Napoli e che non aspetterà in eterno; Taremi, a maggior ragione se il suo gennaio si concludesse con una conferma in casa Porto. Nomi eccellenti per un’Inter ancora più forte.

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