Milan-Bologna, rimpianto per il Diavolo: dischetto letale a San Siro

Fiato sospeso a San Siro per 90’ degni dei migliori thriller. Termina 2-2 tra Milan e Bologna in un match in cui accade di tutto. Il boccone appare più amaro per un Milan sprecone che cestina due occasioni d’oro dal dischetto. Un buon Bologna strappa un punto a casa del Diavolo, alla doppietta di Loftus Cheek rispondono Zirkzee e Orsolini.

Pronti via. Poco meno di mezz’ora sul cronometro e il mago Zirkzee apre le danze. Cinismo e prontezza le parole d’ordine. Il bomber dei rossoblù è il più veloce ad insaccare in rete la sfera dopo una serie di rimpalli in area.

La risposta del Milan non si fa attendere a lungo. Al 39′ il primo sprint: Ferguson anticipa Kjaer con il piede alto, colpendo la testa del centrale. Per Massa è calcio di rigore. Giroud si presenta dal dischetto, ma Skorupski lo ipnotizza.

Il diavolo non si scompone e trova il meritato pareggio qualche istante più tardi: Calabria avanza rapidamente sulla fascia e serve in area Loftus Cheek che non sbaglia a ridosso del duplice fischio.

In avvio di ripresa aumenta il pressing del Bologna, motivo per il quale Pioli cambia il volto del suo Milan.  Dentro Florenzi, Musah e Luka Jovic. Reijnders spaventa la retroguardia felsinea colpendo l’incrocio dei pali al 64′, dando una scossa al diavolo che si rimpadronisce della sfida.

A 20’ dalla fine ecco, finalmente, Leao. Accelerata veloce e obiettivo specchio della porta, ma Beukema sbraccia ingenuamente e atterra il 10 rossonero. Ancora Diavolo sul dischetto, stavolta tocca a Theo. Palo e tentativo irregolare di insaccare alle spalle del portiere avversario.

Trascinatore vero, è tutto sulle spalle di Loftus Cheek in una serata poco fortunata per la Milano rossonera. Il mediano viene ben imbeccato in area da Florenzi per la rimonta all’83’.

Letale l’ultimo giro d’orologio. Orsolini trova Ferguson in area, trattenuto da Terraciano. Massa va al Var e concede il rigore anche per il Bologna. Orsolini non sbaglia e regala un punto d’oro a un Bologna ancora in grado di sognare l’Europa.