Atalanta, oltre la bellezza: nelle finali serve più coraggio e determinazione

Il primo trofeo è ormai sfumato: l’Atalanta perde di misura la finale di Coppa Italia contro la Juventus e dice addio al primo obiettivo di questo finale di stagione. Una gara lontana dai canoni estetici a cui ci ha abituato la formazione orobica, che per diverse fasi della partita non è riuscita ad attuare un’interpretazione fluida e vincente. Gian Piero Gasperini, nel post partita, ai microfoni di Mediaset ha affermato di essere deluso ma non dispiaciuto. Parole di circostanza? Chissà, quel che è certo è che tutti si sarebbero aspettati una prestazione diversa, molto vicina a quanto fatto vedere fino a questo punto in tutte e tre le competizioni che hanno visto protagonista l’Atalanta.

Forse è subentrata un po’ di paura, così come accaduto nelle due precedenti finale di Coppa Italia, dove la formazione orobica è sempre uscita sconfitta. Belli e bravi, ma questo deve valere soprattutto per l’ultimo atto della competizione: Gasperini, a Bergamo, ha fatto tutto e di più, superando le più rosee aspettative. Ora, però, bisogna cercare di portare a casa un trofeo per rendere questo ciclo idilliaco. Oltre alla qualificazione alla prossima Champions League, l’Atalanta è attesa dalla finale di Europa League contro il Bayer Leverkusen, ultimo tentativo stagionale per portare nella propria bacheca un trofeo.

Servirà un approccio diverso, perché la finale è sempre storia a sé e tutto si annulla. L’Atalanta, per l’intero arco della stagione, ha dimostrato un calcio di pregiata fattura: ora, però, deve abbinare tale bellezza a un pragmatismo che fa andare lontani nelle finali. Perché Gasperini un miracolo lo ha già compiuto. Ora, nella splendida notte di Dublino, potrebbe diventare immortale.

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