L’Aston Villa in Champions League, un capolavoro targato Unai Emery

Un traguardo straordinario. Saranno le stelle della Uefa Champions League ad illuminare le notti del Villa Park, stagione prossima. Un privilegio che a Birmingham non assaporavano da ben 41 primavere. L’Aston Villa ha centrato quel quarto posto a lungo progettato, meditato, sognato. Villa in Champions: capolavoro Emery. Ha chiuso davanti a Chelsea, Manchester United, Newcastle e soprattutto Tottenham, avversario che in primavera s’è sciolto sul più bello, tra mille contraddizioni del suo finale di stagione. Un successo che archivia Atene e supera qualsiasi amarezza Conference, un successo festeggiato matematicamente martedì sera, tutti insieme per gran cena di gala di fine anno, tra Champagne e trenini decollati al fischio finale del recupero tra Spurs e Man City, col doppio timbro Haaland che ha permesso a Guardiola di scavalcare l’Arsenal e chiudere aritmeticamente ogni remota chance Top 4 di Postecoglou. 

Capolavoro Emery

Un traguardo che vanta nome e cognome ben preciso. Quello di Unai Emery. Che stavolta magari non avrà trionfato di giovedì, giorno settimanale di cui resta storicamente istituzione per quanto di straordinario raggiunto tra Siviglia e Villarreal. Ma è andato oltre. In un anno e mezzo di progetto, arrivato al posto di Gerrard ad ereditare prima di Qatar 2022 una squadra sull’orlo della zona retrocessione, ha trasformato un club plasmandolo con la sua esperienza, il suo entusiasmo, i suoi dettami, la sua fisicità. Sposandosi completamente con una piazza con cui è stato amore a prima vista. Ed è così che prima la rimontona a scalare più di mezza Premier 22/23 per chiudere settimo e centrare la Conference in soli cinque mesi; poi il capolavoro, quello vero, una volte gettate solidissime basi e fondamenta, una volta convinto e persuaso mentore Monchi a sbarcare a Birmingham per rinforzare la rosa tra figure e profili giusti. Villa in Champions: capolavoro di Unai Emery.

Costruzione perfetta

Un viaggio di una stagione intera che ha visto i Villans sempre solidi, continui e protagonisti dall’inizio alla fine, rendimento alla mano i migliori dopo le tre grandissime, confluire e sfociare nella realizzazione del sogno addirittura prima dell’ultimo turno di Prem, nonostante stagione stremante considerando doppio impegno e ambizione europea. Quel Dibù Martinez tra i pali che non ha bisogno di presentazioni, la solidità di Carlos Diogo, la crescita di Konsa, la qualità di fluidificanti come Digne o Moreno, la cattiveria agonistica di Cash, l’esperienza di Tielemans, la consacrazione di Douglas Luiz, l’imprevedibilità di schegge come Bailey o Diaby fino al più grande dell’annata Villans, naturalmente bomber Ollie Watkins, attaccante completo, ormai in pianta stabile tra i Tre Leoni di Southgate.

Rivincita

Un capolavoro che sa tanto di rivincita. Emery aveva voglia di tornare in Premier per dimostrare a tutti di che pasta fosse fatto. Sfortunatissima l’esperienza all’Arsenal, a cavallo e piena transizione tra le due ere, Wenger ed Arteta. E proprio all’Emirates, ove ha definitivamente lasciato il Tottenham sul posto nella corsa Champions a distanza, ha scalfito quel colpo che, a meno di clamorose sorprese e ribaltamenti all’ultimo anno previsto domenica, risulterà decisivo e fatale per l’ambizione Premier dei suoi vecchi Gunners.
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