Tadej Pogacar continua a scrivere la storia, conquistando anche il Giro delle Fiandre 2026. Per lo sloveno si tratta del terzo trionfo in questa corsa.
Tadej Pogacar continua a scrivere la storia, conquistando anche il Giro delle Fiandre 2026. Per lo sloveno si tratta del terzo trionfo in questa corsa, un risultato che conferma una supremazia impressionante: quarta classica monumento di fila e cinque successi nelle ultime sei gare di questo livello. Numeri che lo avvicinano alle imprese di Eddy Merckx, unico corridore capace di vincere nello stesso anno sia la Milano-Sanremo che il Fiandre. Sul podio salgono anche Mathieu van der Poel, ancora secondo, e Remco Evenepoel, protagonista di un ottimo terzo posto alla sua prima partecipazione.

Pogacar re delle Fiandre
La gara si sviluppa in modo vivace sin dai primi chilometri, con numerosi tentativi di fuga che animano il gruppo. Dopo una fase iniziale piuttosto combattuta, tredici corridori riescono a guadagnare terreno, arrivando a costruire un vantaggio significativo. Tuttavia, il loro margine si riduce progressivamente quando la corsa entra nel vivo, soprattutto grazie al cambio di ritmo imposto dai favoriti.
È proprio Pogacar a dare la svolta decisiva: il suo attacco spezza il gruppo principale e seleziona i pretendenti alla vittoria. In pochi riescono a tenere il suo passo, tra cui van der Poel, Wout van Aert, Mads Pedersen ed Evenepoel. Con il passare dei chilometri, però, il drappello si riduce ulteriormente fino a lasciare davanti soltanto Pogacar e van der Poel. Nel finale lo sloveno cambia nuovamente ritmo sulle salite simbolo della corsa, riuscendo a fare la differenza. Dopo aver staccato definitivamente il rivale, si presenta da solo al traguardo, firmando un’altra vittoria di grande prestigio.
Pogacar re delle Fiandre: “Corsa pazza”
Al termine, Pogacar ha detto: “Questa è stata una corsa pazza e super dura. Non so neanche quando sia scoppiata. Non volevo assolutamente che Remco Evenepoel rientrasse, sapevo quanto è resiliente, avrebbe potuto sicuramente fare qualcosa, era meglio tenerlo a distanza.
Non ho corso molto ma quando corro mi metto la pressione addosso per vincere, tutto è andato nella maniera perfetta. Arriverò alla Roubaix ancora più motivato e cercherò di godermi le pietre”.