La Lega Serie A sosterrà la candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC.
La Lega Serie A ha ufficialmente sciolto le riserve, individuando in Giovanni Malagò la figura di riferimento per la scalata alla presidenza della FIGC. La decisione è maturata durante l’ultima assemblea dei club tenutasi a Milano, segnando un punto di svolta nelle dinamiche politiche del calcio italiano.

18 club su 20 favorevoli: Malagò candidato dalla Serie A
L’orientamento della massima serie è apparso quasi monolitico: Malagò ha infatti incassato il sostegno di ben 18 società su 20. Un plebiscito che testimonia la volontà dei grandi club di affidarsi a un profilo dall’altissimo spessore istituzionale, forte della sua lunga e prestigiosa esperienza al vertice del CONI. La scelta dell’ex numero uno dello sport italiano suggerisce il desiderio della Lega di contare su una guida capace di mediare tra le diverse componenti del sistema, garantendo al contempo quella proiezione internazionale e quella solidità diplomatica necessarie in una fase di profondo rinnovamento. Nonostante l’ampia convergenza, la votazione non ha raggiunto l’unanimità. Il fronte del “no” è stato guidato da due soli club: Lazio e Verona.
Carnevali: “FIGC? Malagò profilo adatto ma bisogna valutare anche altri possibili nomi“
Le parole dell’Amministratore delegato del Sassuolo in merito all’Assemblea di Lega di oggi, in cui inevitabilmente si parlerà del post Gravina per il calcio italiano 🎤#sportitalia #figc pic.twitter.com/3E1AlnUWLK
— Sportitalia (@tvdellosport) April 13, 2026
L’indicazione di Malagò sposta ora l’asse del dibattito verso le imminenti elezioni federali. La Lega Serie A, presentandosi con un candidato così autorevole e una maggioranza schiacciante, punta a riaffermare il proprio ruolo centrale nei processi decisionali del calcio nazionale. Resta da capire come reagiranno le altre componenti (Lega B, Serie C, Dilettanti, calciatori e allenatori), ma il segnale inviato da Milano è inequivocabile: la Serie A ha scelto l’uomo a cui affidare la sfida della modernizzazione e del rilancio del movimento dopo le dimissioni di Gabriele Gravina a seguito dell’ennesimo fallimento Mondiale.