Chissà se sapremo mai la verità.
Su cosa sia successo nelle ultime 72 ore di questo mercato a Casa Milan, è evidente che ci mancano diverse tessere di un puzzle incompleto e che apparentemente non ha un grande senso. Non è una critica fine a se stessa, né definitiva: sarà il campo a stabilire la validità delle scelte fatte e di quelle non fatte. E, come detto, magari il tempo ci racconterà cosa poteva, anzi doveva, succedere.

Il reintegro di Tomori e i dubbi del Milan
Il reintegro di Tomori per esempio è la certificazione ufficiale che un difensore sarebbe servito. E che forse, per arrivare a rimangiarsi la scelta di mettere l’inglese fuori rosa, è andato tutto storto nei piani messi in conto per supplire a questa evidente lacuna. C’è da dire però che o si sbagliava gravemente prima, a rinunciare in maniera netta a Fikayo, o si sbaglia gravemente ora: per il bene del Milan ci auguriamo che il bivio sia stato preso nella direzione giusta, ma il dubbio rimane più che vivo.
Da Fofana a Leao: il tema degli “epurati”
L’altro dubbio che l’affare Tomori fa balenare nella mente di tutti è inevitabilmente sulla bontà della gestione di tutti gli altri “epurati”. Come è stata sepolta l’ascia di guerra con l’ex Chelsea, non si poteva farlo anche con Fofana, visto che manca un vice Musah in mezzo, Gimenez, come terza punta, e Nkunku stesso? Senza nominare, per non andarci a infilare in un discorso troppo lungo, persino anche Leao…
Mercato chiuso, ora tocca ad Amorim
Mercato chiuso e testa alla Juve: il giudizio sul mercato resta assolutamente sospeso ed è un peccato per come era partito. Tocca ad Amorim far sì che gennaio non sia ormai già tardi per correggere il tiro.