I mandanti e il fuoco amico. Ecco come vogliono fregare Malagò

Da quando è stato eletto, anche prima, gli hanno promesso una guerra senza precedenti.

Il tutto era iniziato con Milano-Cortina, con la scadenza della Presidenza Coni e del non rinnovo della carica nel momento cruciale del suo Governo. Ha gestito le Olimpiadi invernali per poi fare una inversione a U su quello sport che aveva solo sfiorato con il commissariamento della Lega di serie A.

Malagò vince, nel post Gravina, viene eletto a furor di popolo

Malagò era una figura che i vecchi del calcio non volevano poi ha ricevuto il placet dei Presidenti di A e si è aperto un fronte che qualcuno non aveva considerato. Malagò vince, nel post Gravina, viene eletto a furor di popolo ma non aveva dalla sua la politica romana. Chi sono i nemici? I Mandanti? Il fuoco amico? Roba di circoletti romani, dove si stabilisce chi vive e chi muore. Chi è più forte e chi ha più potere. Per fregare Malagò ce ne vuole perché è forte e ha un potere che molti si sognano. Politico attento, sempre presente, capace di ribaltare il Coni e ora ci prova con il calcio anche se il calcio non è sport e la mossa Mancini non è stata quella giusta. Però ora un commissario non avrebbe senso.

Il fuoco amico arriva dal Coni

Il nome di Galliani è stato fatto per bruciarne la candidatura. Andrea Abodi, Ministro dello Sport, siede al fianco di Malagò all’Olimpico ma è il suo primo nemico. Colpi sotto la cintura e la possibilità di far saltare Malagò. Il fuoco amico arriva dal Coni, da quel Presidente che era stato messo lì dal Malagò uscente ma che alla prima curva gli ha voltato le spalle per prestare il fianco alla politica. Non quella sportiva. Non è, però, finita qui. C’è chi ci mette la faccia e chi muove i fili da dietro le quinte. Malagò deve far fronte anche agli sgambetti del vecchio Franco Carraro. Sparito dalla scena ma ancora con pieni poteri nel calcio della Roma nascosta. Carraro ha trovato appoggio in Abodi e ha fatto sponda con il Coni. Ad oggi sembrerebbe fuori dalla partita Sport e Salute, l’ente sportivo che ha la cassaforte di famiglia ma che ha deciso bellamente di fregarsene di questa guerra della Capitale. Mezzaroma e De Mita non hanno ruoli in questa faida.

Commissariare la Figc sarebbe l’ennesima buffonata di questo Paese

Come finirà? Non lo sappiamo. Sta di fatto che cambiare oggi Presidente federale sarebbe una ferita per il calcio italiano, ritardi che non possiamo permetterci e bloccare la FIGC sarebbe l’ennesima buffonata di questo Paese. Le guerre di potere non ci interessano ma commissariare la Figc non sarebbe un danno per Malagò, che vive anche senza calcio, sarebbe uno smacco che il Ministro dello Sport farebbe a milioni di tifosi già nauseati da una Nazionale che non ci appartiene più e che non riempie neanche uno stadio. L’unica “squadra” che non fa il pienone. Per fortuna che c’erano 5 mila bambini altrimenti avremmo sentito anche le fesserie che Abodi diceva nell’orecchio a Malagò quando parlavano in tribuna.

Banner blu di Sportitalia con invito ad aggiungere il sito alle Fonti Preferite di Google
Change privacy settings
×