Da Reggio Emilia al Derby: l’ottobre che attende il Milan dirà tanto sulle prospettive di questa squadra.
Un calendario infernale, che passa attraverso due trasferte europee di fila, Salisburgo e Bournemouth, e che in Serie A non propone nemmeno una sfida “semplice” sulla carta, anzi. Impossibile fare conti e tabelle: troppe variabili possono influenzare il cammino, ma è certo che per non finire sotto pressione sarà fondamentale iniziare bene. Al Mapei Stadium per esempio, dovranno giocare i migliori e pazienza se qualcuno sarà stanco dalle Nazionali: da Modric a Rabiot passando per Moreira e Ramos, sarà indispensabile il contributo di tutti.

Salisburgo, il primo snodo europeo
Paradossalmente, la partita in cui si può immaginare un po’ più di rotazione più essere quella di Salisburgo: la Red Bull Arena non è più la fortezza invalicabile di qualche anno fa e il progetto degli austriaci è in fase di flessione. Amorim potrebbe così pensare di mettere alla prova qualcuno dei suoi giovani dal primo minuto: Camarda, Comotto e Diawara sono tre candidati validi, anche se dopo la sconfitta con il Benfica all’esordio c’è poco da scherzare col fuoco. Perdere altri punti potrebbe significare salutare virtualmente il passaggio tra le prime 8: giocare due partite in meno a febbraio sarebbe invece un toccasana per avere più benzina di chi, come Napoli, Como e Roma, verosimilmente invece avrà i playoff di Champions.
A Bournemouth, meglio essere chiari, non sarà affatto semplice: non è più la squadra di Andoni Iraola, è assodato, ma il lavoro di Marco Rose cresce pian piano, esattamente come quello di Amorim, partendo però da una base più avanzata. In Inghilterra non perdere sarebbe già un bel risultato.
Atalanta, Udinese e Bologna: gli esami in Serie A
Atalanta, Udinese e Bologna (prima e terza in casa) saranno un test molto attendibile per valutare i progressi tattici ma anche di mentalità. Il Derby invece è un altro mondo, ma un mese prima è fin troppo presto anche solo immaginarlo.
Un mese per misurare la crescita del Milan
Saranno importanti i risultati, senza dubbio, ma soprattutto le prestazione: il tifoso del Milan non deve dimenticare che questo è l’anno zero di un progetto ambizioso ma inevitabilmente non completo. È comprensibile la smania di guardare avanti, ma dimenticarsi della propria condizione e voler fare il passo più lungo della propria gamba può essere seriamente dannoso, non solo alla propria salute, ma anche al percorso della squadra. Gli errori arriveranno di certo: la differenza non la farà evitarli, ma saperli superare con sangue freddo e capacità di analisi, dall’alto – Gerry Cardinale – al basso – i tifosi – della piramide di chi ama il Milan prima di ogni cosa.