Prima del calcio d’inizio il Gelora Bung Karno ha osservato un minuto di silenzio. Il 1° ottobre 2022 a Kanjuruhan morirono 135 persone, e quattro anni dopo, nello stesso giorno, l’Indonesia ha battuto 9-2 il Bangladesh e si è guadagnata la finale della FIFA ASEAN Cup. Il gol che ha deciso il Gruppo A è arrivato al 97′.
La sfida impossibile: servono 7 goal per passare il turno
I conti della vigilia erano semplici da scrivere e difficili da realizzare. Indonesia e Malesia erano pari punti, con la Malesia davanti per differenza reti, e a Bandung i malesi stavano giocando con Singapore (sarebbe finita 6-0). All’Indonesia servivano sette gol di scarto sul Bangladesh per pareggiare quella differenza, e solo dopo sarebbero contati i gol segnati.
La partenza ha fatto pensare che il margine sarebbe bastato. Mitchell Baker ha aperto all’11’ su un cross di Romeny e ha raddoppiato al 20′, Rizky Ridho ha fatto 3-0 al 32′. Shahriar Emon ha accorciato di testa, ma Baker ha risposto con altri due gol prima dell’intervallo, al 38′ e al 42′, e Justin Hubner ha chiuso il primo tempo sul 6-1 con un colpo di testa su corner di Verdonk. Quattro gol di Baker in 45 minuti, a 19 anni. È nato a Melbourne, ha la cittadinanza indonesiana dal 13 luglio grazie alla madre, i cui genitori sono nati a Yogyakarta e a Semarang, gioca a Georgetown ed è stato scelto dal Colorado Rapids al decimo posto del Draft MLS. Ha esordito il 27 luglio con una tripletta alla Cambogia.
La ripresa è stata più stretta. Il portiere Mehedi Hasan Srabon ha respinto più volte, e all’84’ Romeny ha segnato un gol che l’arbitro ha annullato per fuorigioco. Il 7-1 è arrivato solo al 90′ con Luke Vickery, poi al 91′ Farhaan Ali Wahid ha segnato il 7-2 per il Bangladesh. Pochi minuti dopo la Malesia ha fatto 6-0 con la tripletta di Bergson da Silva, e a quel punto era davanti all’Indonesia: +9 contro +7. Lo stadio ha capito che mancavano due gol, e che il tempo era quasi finito. Kevin Diks ha segnato l’8-2 al 96′. Baker, di nuovo su assist di Romeny, ha fatto il 9-2 al 97′, il suo quinto gol di serata. Indonesia e Malesia hanno chiuso a 7 punti e a +9, ma l’Indonesia è prima per gol segnati, 11 contro 9. In finale c’è la Thailandia.
Le controversie arbitrali
Il girone si è deciso anche e soprattutto nei dettagli dello scontro diretto con la Malesia di lunedì 28 settembre. Uno 0-0 segnato a fuoco dalle decisioni del direttore di gara sudcoreano Ko Hyung-jin. Dopo aver annullato nei primi minuti un gol a Justin Hubner per un fuorigioco millimetrico, al 37′ l’arbitro ha sventolato il cartellino giallo a Thom Haye per un intervento su Arif Aiman, trasformandolo poi in un rosso diretto dopo la richiamata del VAR. L’Indonesia si è così ritrovata a giocare oltre un’ora in inferiorità numerica, strappando un punto con le unghie. Contro il Bangladesh la storia si è ripetuta con la rete negata ad Ole Romeny. In un girone deciso negli ultimi secondi, ogni gol tolto e ogni minuto vissuto in dieci uomini hanno rischiato di rivelarsi fatali, alimentando nell’ambiente, e non solo, la forte sensazione che la crescita prepotente della Timnas Garuda stia iniziando a dare fastidio agli equilibri del calcio regionale, come dimostrano gli episodi avvenuti contro la Malesia che hanno fortemente penalizzato la nazionale indonesiana. Nonostante i ripetuti episodi discutibili dal punto di vista arbitrale i Timnas sono riusciti nell’impresa di arrivare in finale nella competizione e il movimento è in costante crescita, nonostante sia inspiegabile il trattamento ricevuto dalla Nazionale Indonesiana da parte degli arbitri.
Il lavoro di Erick e la nomina dell’allenatore
Per John Herdman questa finale vale più delle altre. L’allenatore inglese è stato nominato il 3 gennaio al posto di Patrick Kluivert, che aveva lasciato in ottobre dopo l’eliminazione dalle qualificazioni mondiali, e prima di lui c’era stato Shin Tae-yong. Herdman ha portato il Canada al Mondiale 2022 e ha allenato il Toronto FC, ma in estate la sua Indonesia è uscita ai gironi della Coppa AFF, terza con 7 punti. La FIFA ASEAN Cup, ospitata dall’Indonesia, gli dà un’occasione per cambiare il giudizio. Alle sue spalle c’è Erick Thohir, presidente della PSSI dal febbraio 2023, quattro mesi dopo Kanjuruhan, e ministro della Gioventù e dello Sport dal settembre 2025. L’ex presidente dell’Inter ha puntato sulle naturalizzazioni dei giocatori di origine indonesiana cresciuti nei vivai europei, quasi tutti olandesi: Audero, Diks, Hubner, Verdonk, Haye, Oratmangoen, Romeny. Con loro in campo, e con Baker davanti, ha vinto 9-2. Non è la Coppa AFF, dove l’Indonesia ha perso sei finali su sei (2000, 2002, 2004, 2010, 2016, 2020), ma quel precedente resta inevitabile da ricordare.
