Poteva evitare l’infortunio Lautaro? Perché sull’Inter pesa di più e quel retroscena di agosto…

Sicuramente le altre avranno da ridire: “Hey Inter, ma vedi di non lamentarti.

A me Juventus manca Yildiz per 3 mesi. Io Napoli ho dovuto arrangiarmi con la difesa. Io sono la Roma e ho perso per un mese il portiere migliore del campionato. E pure io Milan ho un titolare e mezzo fuori fino a fine febbraio”. Sicuramente.

Lautaro, un’assenza che pesa oltre i gol

Ma ci sarà un motivo se Lautaro è da 3 anni il giocatore più forte del campionato. Altrettanto sicuramente perdere lui non è come perdere altri. E altrettanto sicuramente l’Inter ha una rosa per fare fronte. Ma qua non si tratta del numero di gol e assist che Lautaro porta in dote, visto che c’è una panchina all’altezza. Ma l’apporto che dà Lautaro in termini di personalità, leadership e concentrazione nella partita non ha eguali in Serie A. Non a caso l’anno scorso senza di lui l’Inter uscì dalla Champions e rischiò di rimettere lo scudetto, e il fatto che tornasse nella partita cruciale contro la Roma – e solo là, per poi infortunarsi – è ampiamente riconosciuto come la mossa decisiva per il titolo. A ciò si aggiunge che il suo infortunio cada in uno dei momenti meno opportuni: 7 partite in 22 giorni, la Champions dove non si può più sbagliare, le due sfide dirette con Milan e Como, e tutto questo mentre l’Inter mette di colpo in discussione le sue certezze con i 14 gol subiti in 8 partite.

L’infortunio di Lautaro si poteva evitare? Il peso della nazionale

Ma questo è il calcio moderno. Eppure, una domanda inutile rimane: ma si poteva evitare l’infortunio di Lautaro? Lui è un generoso, ma questo rischia di essere controproducente quando non si ha senso della prospettiva. Sicuramente ha fatto una smorfia di dolore dopo il secondo gol al Bruges. Pare abbia sentito il primo fastidio all’intervallo ma non gli abbia voluto dare peso. Ma cosa si sarebbe potuto fare, ammesso e non concesso abbia senso chiederselo?

La risposta più evidente sembra essere: giocare meno in nazionale. Lautaro ha fatto 3 partite su 3 da titolare, 3 partite inutili oltreoceano, alla media di 72 minuti a partita. Sforzo inutile. Ma è anche vero che sono state nell’arco di 3 settimane, e c’erano rivali non proibitivi come Burkina Faso, Bolivia e Benin, e anche se non erano allenamento sicuramente però non c’era quella intensità agonistica della Nations League. E cosa non indifferente, non ha viaggiato per quelle partite.

Il retroscena di agosto e i dubbi sulla preparazione

E allora forse – e sottolineo forse – la risposta va cercata a monte. Agosto 2026. Lautaro da capitano coscienzioso e generoso torna ai primi del mese dalle vacanze. Comincia la preparazione. Una settimana prima dell’inizio del campionato si va a Bari per le prove generali contro il Betis. Lautaro gioca solo gli ultimi 20 minuti. Facendo evidente fatica, come di chi abbia le gambe ancora imballate perché è nel bel mezzo della preparazione. Sembra evidente che il debutto con il Monza debba scordarselo. E anche quella dopo a Cagliari, ad andare bene dovrebbe fare solo una ventina di minuti. E invece gioca 55 minuti nella prima (finendo evidentemente la benzina dopo 25 minuti) e tutta la partita nella seconda. Dice: ma può essere che dopo un mese e mezzo le due cose siano in relazione? Non è detto certo, non ne avremo mai la prova, ma c’è che mentre doveva completare la preparazione ha invece fatto due sforzi ben più intensi delle partitelle di precampionato, e bisogna andare molto cauti considerando il suo storico recente con gli infortuni muscolari.

Tanto più che da 3 anni Lautaro non conosce un’estate senza competizioni, e la cosa pesa particolarmente su chi ha una situazione muscolare da trattare con cura come la sua.

Il concetto è che se anziché fare il pieno di benzina e poi tirare, giri invece sempre in riserva, a una macchina che ha la tendenza all’affaticamento bene non fai.

Ma forse è solo una domanda oziosa che non avrà mai risposta.

 

 

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