All’interno di 15 giorni di tutto e il contrario di tutto, livelli più bassi difficilmente toccati nella storia della FIGC, vorrei porre una sola domanda a Giovanni Malagò.
Questa: ma com’è possibile che il direttore tecnico passi da importanza 100 a importanza -100 nel giro di qualche giorno?

Malagò, Maldini e Leonardo: contraddizione più improvvisazione
Malagò aveva detto che avrebbe condiviso qualsiasi cosa con Maldini e Leonardo, che sarebbe stato giusto affidare a loro la responsabilità della scelta del nuovo ct per poi tirare le somme in modo congiunto. Invece, quando Maldini gli ha proposto Pirlo, gli ha detto no grazie aggrappandosi alla storia del testimonial di un sito di scommesse. A quel punto cosa ti saresti aspettato? Per una questione di coerenza la nomina di un altro direttore tecnico per affidargli la pratica ct.
Invece, Malagò ha fatto esattamente il contrario, ha optato lui per Mancini prima che si insediasse Claudio Ranieri. Contraddizione più improvvisazione, roba inaccettabile. Se Malagò avesse scelto da solo 20 giorni fa, avrebbe almeno mostrato un minimo di coerenza.
Mi spiace per Paolo Maldini, ma in due settimane ha fatto esattamente il contrario rispetto a quanto dovrebbe un dirigente normale. Un giudizio su Leonardo è impossibile, nella sua vita calcistica ha fatto di tutto e di più senza una minima bussola. Ma se cinque o sei anni fa gli avessero detto che sarebbe diventato anche advisor per pochi giorni, si sarebbe messo a ridere per un mese di fila. Viva l’Italia.
John Stones all’Inter è un colpaccio
John Stones all’Inter è un colpaccio anche per chi in queste ore lo ha colpevolmente sottovalutato. Stiamo parlando di un leader vero, oltre che di un grande difensore centrale. Il suo ciclo al Manchester City è una sentenza, Guardiola spesso si aggrappava a lui nei momenti più delicati. E gli chiedeva non soltanto la blindatura difensiva ma anche una certa pulizia e autorevolezza nell’impostazione della manovra.
Chi ha celebrato Modric a 40 anni, tanto di cappello per una classe intatta, dovrebbe aggiungere qualche aggettivo roboante in più per JS. Intanto ne ha 32 e non 37, ha firmato per due anni e la sensazione è che in Serie A possa giocare fumando il sigaro e con gli infradito.
Stones avrebbe potuto scegliere tra quattro o cinque destinazioni, bizzarro il fatto che appena il giorno prima fosse stato accostato alla Juve senza che ci fosse una trattativa davvero impostata. Un aspetto determinante che abbia dimezzato le richieste di ingaggio rispetto a tre o quattro settimane fa. La richiesta iniziale era di circa 8 milioni a stagione (a parametro zero funziona spesso così), poi scesa a 6 per attestarsi sui 4 milioni più bonus.
Una difesa nerazzurra da livello europeo
A queste condizioni praticamente un affare, la sostenibilità si sposa benissimo con l’enorme personalità di John. E se dovessimo mettere un occhio sulla difesa nerazzurra, troveremmo un enorme salto in alto dell’asticella perché Stones si aggiunge ai vari Akanji, Bastoni, Bissech per quello che diventa un formidabile reparto anche in chiave europea.
Se poi dovesse aggiungersi Romero, il balzo sarebbe esponenziale e si farebbe fatica a trovare un reparto così granitico e competitivo in giro per l’intera Serie A.