E se il Como fosse da scudetto? Allegri tira a campare, Spalletti fa la conta, Amorim poco a poco…

La domanda lubranesca nasce spontanea: e se il Como fosse da scudetto? Piantatela di fare i saputelloni che dopo il 4-1 al Lipsia sdottorano “ma certo è ovvio come fai a metterlo in dubbio, il Como è sicuramente da scudetto”. Fino a prova contraria a inizio campionato nessuna l’ha data favorita allo scudetto; nessuno l’ha data contendente al posto di una tra Napoli, Juventus e Milan; tanto i bookmaker quanto gli addetti ai lavori, quanto i tifosi la posizionavano in un posto variabilmente tra il quarto e il settimo.

Ma dopo quanto visto a Napoli e confermato contro il Lipsia, il dubbio bisogna porselo. Intendiamoci: è stata un’impresa sbancare il Maradona, ma non battere il Lipsia. I bookmaker erano più che chiari, conoscendo la forza del Como e le possibilità del Lipsia, quelli di Fabregas erano sicuramente favoriti.

Il Como di Fabregas e il salto di qualità

Eppure, bisogna essere altrettanto chiari: non è assolutamente scontato che un debuttante, per quanto favorito, poi sia all’altezza. Insomma c’è la emozione, l’inesperienza, la novità, e praticamente quasi tutti i titolari del Como hanno una esperienza nulla in Champions. Tanto più che il Lipsia ha una esperienza praticamente decennale in Champions, in semifinale 6 anni fa, e soprattutto una maggiore abitudine al doppio impegno, che poi è la vera incognita sul Como.

Ma la disinvoltura con cui Fabregas ha fatto fare ai suoi quello che hanno sempre fatto non può essere casuale. Di fatto, al Como nulla è precluso. Ha un calendario terribile in Champions che dovrebbe spedirla ai playoff – anche se, pure qui, tutto è possibile – ma in verità Como-Parma di venerdì è davvero la più importante, come sembrava dire Fabregas con alterigia nel post di Champions. Proprio perché la gestione psicologica del doppio impegno è il vero dubbio. Lo dice anche quanto visto finora: l’anno scorso il Como in Serie A patì terribilmente il contraccolpo della partita di Coppa Italia, con un ruolino di 2 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta nelle giornate giocate dopo. Se Cesc riuscirà a far fare questo salto, allora davvero può accadere l’incredibile: con Inter e Roma esibisce il gioco migliore, e la mentalità adesso è evidente. Sarebbe comunque un miracolo perché sulla carta ci sono almeno 5 rose più forti, ma anche i giocatori stessi a quel punto avrebbero fatto quel salto ulteriore.

Inter e Roma convincono, Napoli Juventus e Milan fanno storcere il naso

Per riuscire comunque a scalare posizioni serve anche l’aiuto degli altri, e qualcuno si sta mettendo di buzzo buono. Perché se l’Inter appare la più forte, se la Roma è sempre più affidabile, poi ci sono incredibilmente Napoli, Juventus e Milan che fanno storcere il naso. Perché Allegri ha fatto cose buone con l’Inter e sicure con l’Arsenal, ma ti lascia sempre quell’idea di chi vuole sopravvivere, non di chi vuole vivere e vincere. Perché il povero Spalletti ha perso un terzo dei titolari in un weekend, e non è che già la Juventus avesse chissà che certezze. Perché Amorim sta costruendo, però il percorso sembra ancora lungo e faticoso, e non si vedono giocatori che possano fare accorciare la strada.

Il Como può andare oltre il sogno

Ogni Leicester ha sicuramente bisogno delle favorite che inciampino. Ma con il Como di Fabregas siamo in un piano più concreto del sogno.

 

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