Pogacar è lo sportivo più dominante del Mondo. Oggi nessuno come lui.
Dopo il quinto Tour de France, il terzo consecutivo, messo in bacheca al termine di tre settimane da autentico padrone, la considerazione definitiva è che in questo momento Tadej Pogacar sia lo sportivo più dominante del Mondo. Non c’è atleta, calciatore, cestista, tennista o pilota, oggi e in qualsiasi altra disciplina, capace di creare un gap simile a quello che il ventisettenne fenomeno sloveno mostra ogni volta che siede su una bicicletta. L’unico in grado di reggere un potenziale confronto è il norvegese Klaebo nello sci di fondo, considerando che Duplantis nel salto con l’asta, Odermatt nello sci alpino e perfino Sinner (anche senza Alcaraz) nel tennis qualche accenno di scalfibile umanità negli ultimi tempi l’hanno mostrata. Pogacar no, e l’equazione che sta ormai omologando il ciclismo mondiale è: se Tadej è al via di una gara, che sia una corsa a tappe o di un giorno, Tadej la vince.

Pogacar li ha battuti tutti
La grandezza di questo ragazzo piovuto da un altro pianeta è racchiusa, oltre che nei numeri di un palmares straordinario, nel livello degli avversari che sta relegando a semplici comparse. Vingegaard, Evenepoel, Del Toro e Carapaz, senza dimenticare prima di loro Roglic, e volendo considerare anche il giovane francese Seixas o specialisti delle Classiche come Van der Poel e Van Aert. Tutti corridori di un livello superiore, tutti con le capacità per ritagliarsi, in altre epoche, una carriera da copertina. Pogacar vince non per mancanza di alternative all’altezza, ma per uno strapotere tecnico, atletico e mentale che rasenta a tratti il soprannaturale.
Sempre più Cannibale
Se Wout Van Aert, lo scorso 12 aprile, non avesse tirato fuori dal cilindro quell’incredibile sprint sul traguardo dell’ultima Parigi-Roubaix, Pogacar avrebbe vinto tutte le Classiche Monumento della stagione e alle quali avrebbe aggiunto, oggi e appunto, anche il Tour de France e (forse) la prossima Vuelta di Spagna che dovrebbe disputare da fine agosto. Numeri così incredibili e ravvicinati neanche Eddy Merckx è mai riuscito a raggiungerli. Il Cannibale, raccontato dai nostri padri come una figura dai tratti mitologici. Senza alcun tipo di retorica, stiamo vivendo uno degli sportivi più grandi del nostro tempo e con buona probabilità uno dei più incredibili che avremo modo di ricordare negli anni a venire.