In vista della partita di domani contro il Real Madrid ha parlato in conferenza stampa Cristian Chivu. Ecco le parole dell’allenatore dell’Inter.
Cosa ti piacerebbe vedere domani della tua Inter del 2010?: “Abbiamo l’obbligo di scrivere pagine importanti nella storia di questa società. Negli ultimi anni questa società ha raggiunto standard importanti, noi dobbiamo scrivere altre pagine della storia. Le mie emozioni in questo stadio? Ora è diventato ancora più bello, oggi è ancora più moderno e fa piacere a tutti avere la possibilità di giocare una partita in questo stadio. Mourinho per me è una personale speciale, incontrarlo è stata una fortuna. Mi ha dato una mano nel momento più difficile della mia vita, non lo scorderò mai“.

Inter, Chivu su Mourinho
Quanto c’è di Mourinho nella tua idea di calcio?: “Non ho mai copiato nessuno, ho una mia idea di calcio costruita da calciatore e negli anni del settore giovanile dove ho avuto la possibilità di sperimentare cose che mi stanno servendo in questi anni“.
Mourinho ha detto che è strano che l’Inter non abbia vinto la Champions di recente: “La domanda da fargli è se lui desiderava che l’Inter vincesse. Noi siamo arrivati lontano con la competenza dei dirigenti e la bravura dei calciatori che da otto anni a questa parte fanno vedere cose importanti. Con le idee e con il lavoro, per merito e per bravura siamo in una situazione in cui molti pensano possiamo farcela. La Champions è bastarda: anche quelli che la vincono devono superare determinati momenti e avere un po’ di fortuna. Noi vogliamo solo essere competitivi e all’altezza della competizione e di quello che la società ha raggiunto negli ultimi anni”.
Vedi qualcosa dell’Inter di Mourinho in questa?: “Non paragono mai squadre diverse ed poche diverse. Questa squadra sta cercando di raggiungere e ha fatto cose belle: è un gruppo di grandi giocatori, a loro volta vogliono scrivere pagine di storia. Hanno fatto due finali, perse, ma non è mai facile raggiungere. Ogni squadra vive il suo tempo, i paragoni non è giusto farli: noi però vogliamo scrivere pagine importanti“.
Come vedi l’inizio di Mourinho al Real Madrid?: “L’inizio stagione non è mai semplice, è presto. Ci sono giocatori che ancora devono abituarsi a cosa voglia dire giocare nel Real Madrid, non è mai semplice. L’inizio è stato equilibrato, hanno perso l’ultima partita ma immeritatamente. Hanno un allenatore importante che sa come bisogna fare determinate cose e giocatori di alto livello“.
Cosa ti ha insegnato Mourinho in quegli anni?: “Lui è bravo a calarsi subito nella realtà che rappresenta e a trasmettere subito le sue idee e la sua mentalità. E’ un vincente, senza ombra di dubbio. Sa trasmettere determinate cose in determinati momenti, pochi sono come lui. Ha fatto vedere ovunque cosa vuol dire essere un vincente, ha vinto ovunque. Sono sicuro il Real Madrid farà una grande stagione”.
Sulla partita
Sfida impegnativa: “Giocare al Bernabeu non è mai facile per nessuno, sono 60 anni che l’Inter non vince qui. Tante squadre hanno fatto fatica a vincere qui, noi faremo del nostro meglio, ma senza snaturarci: vogliamo essere dominanti, vogliamo far vedere che siamo cresciuti e che non esiste un modo perfetto di affrontare il Real Madrid“.
E’ arrivato il momento di vedere dall’inizio Jones e Stones: “Non è importante chi parte, ma i 16 giocatori che hanno la possibilità di dare il contributo alla partita, ne dà testimonianza quanto accaduto nelle prime tre di campionato. Domani vedrete le mie scelte e quelle che farò“.
Che effetto fa avere solo due giorni per preparare questo tipo di partita: “Io avrei scelto magari un giorno in più di riposo dopo una partita estenuante e bella come quella di sabato sera, ma il calendario è questo e ci dobbiamo abituare. Nelle ultime due edizioni abbiamo capito tutti i punti che bisogna fare per avere la possibilità di finire tra le prime otto. Abbiamo anche capito cosa voglia dire non qualificarsi, sono partite insidiose i playoff: non è mai scontata una vittoria in Champions“.
Servono cinque vittorie per arrivare tra le prime otto: “Sedici punti servono, quindici non bastano. Dobbiamo fare il nostro meglio, non dobbiamo avere l’ossessione di fare punti in determinate partite”.