Il nuovo corso dell’Inter passa dagli investimenti competitivi nell’immediato, ma ancora di più da quelli pensati ad ampio raggio. Comprare un calciatore per quello che è oggi, certo. Ma soprattutto provare a immaginare quello che potrà diventare domani. E l’esempio più concreto, probabilmente anche il più riuscito, porta il nome di Andy Diouf.
Partito in sordina lo scorso anno e acquistato inizialmente per fare tutt’altro, il francese si è trasformato in un fattore talmente importante come esterno destro da entrare addirittura nel giro della Nazionale francese di Zizou. Una metamorfosi che non nasce dal nulla e che racconta parecchio del metodo di lavoro che l’Inter sta cercando di costruire.

Diouf, una rincorsa partita da lontano
Per capire la genesi dell’operazione bisogna infatti tornare indietro nel tempo. Diouf giocava sottopunta sul lato destro nel Lens ed era stato scelto soprattutto per due caratteristiche: duttilità e margini di crescita. Anche perché la rincorsa dell’Inter partiva da molto più lontano.
All’epoca il direttore sportivo era ancora Piero Ausilio, ma il suo braccio destro – poi diventato suo successore – Dario Baccin e l’intero gruppo di lavoro dell’area scouting avevano adocchiato le qualità del francese già tempo addietro.
La precedente esperienza di Diouf era stata al Basilea e fu proprio una partita contro la Fiorentina ad accendere definitivamente i radar nerazzurri. Il francese sfoderò una prestazione di livello che fece finire il suo nome sui taccuini dell’area tecnica interista.
Nasceva come mezzala con caratteristiche offensive, qualità che all’Inter ritenevano potessero trasformarlo in un incursore di livello. Anche in prospettiva di un possibile cambio di modulo con due trequartisti esterni, soluzione immaginata ma mai realmente approfondita nel corso della passata stagione.
L’intuizione di Chivu e il “made in Pinetina”
La vera svolta è arrivata successivamente. Ed è arrivata grazie a Cristian Chivu. La decisione dell’allenatore di provarlo da quinto nasce dall’esigenza di trovare la collocazione ideale per un giocatore che, per caratteristiche e attitudine, tende naturalmente a sfilare molto sulla linea laterale.
Un’intuizione che ha cambiato la storia recente di Diouf e che potrebbe averne cambiato definitivamente anche la carriera. Perché quello che era stato acquistato come centrocampista offensivo è diventato un esterno capace di garantire corsa, fisicità, inserimenti e qualità.
Un progetto di campione “made in Pinetina” che rappresenta soprattutto la perfetta unità di intenti che l’Inter vorrebbe riuscire a replicare in ogni investimento: scouting, scelta del profilo, lavoro quotidiano e capacità dell’allenatore di valorizzare caratteristiche magari differenti rispetto a quelle immaginate inizialmente.
Non sempre funzionerà. Sarebbe impossibile pretenderlo. Ma la strada intrapresa è evidente: investire su giocatori che possano essere utili subito e, contemporaneamente, possedere margini tali da aumentare valore tecnico ed economico nel corso del tempo.
Dimarco e Carlos Augusto, perché l’Inter non ha fretta
E proprio il concetto di programmazione porta inevitabilmente all’attualità. Nelle ultime settimane si è parlato molto delle possibili difficoltà legate ai rinnovi di altri due esterni nerazzurri, questa volta sulla corsia mancina: Federico Dimarco e Carlos Augusto.
Una situazione che, però, non sta generando alcun allarme all’interno dell’Inter. Il club ha già da tempo allacciato i rapporti con i rappresentanti di entrambi i calciatori, proprio per evitare sorprese e soprattutto per poter gestire le rispettive situazioni senza arrivare con l’acqua alla gola.
È anche per questo motivo che l’Inter ha potuto respingere con grande disinvoltura assalti più mediatici che realmente concreti, come quello del Barcellona per Dimarco alla vigilia della chiusura dell’ultimo mercato.
Non ci sono difficoltà. Per Dimarco siamo ancora in una fase iniziale del percorso, mentre per Carlos Augusto i discorsi stanno procedendo. Ma il punto fondamentale è un altro: entrambi vogliono continuare all’Inter e l’Inter vuole continuare con entrambi.
Si lavora quindi senza fretta e soprattutto senza urgenze. Ed è forse proprio questa la fotografia migliore della gestione che il club vuole portare avanti: anticipare i problemi anziché rincorrerli. Programmare invece di reagire. Dal laboratorio Diouf fino ai rinnovi dei suoi esterni, la nuova linea dell’Inter sembra essere stata tracciata.
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