De Laurentiis e Cardinale come Boldi e Ben Affleck: tre anni dopo, come finirebbe la cena?

Capisco che faccia comodo cavalcare determinate polemiche perché, nella pausa di una Nazionale che in Italia non interessa a nessuno, altrimenti si fa fatica a fare click.

Ma prendere per Vangelo le parole di De Laurentiis su Gerry Cardinale è un esercizio di poca onestà intellettuale per diversi motivi, che prescindono già dalla non banale relativa attendibilità del personaggio ADL e di ciò che dice, sempre tra il serio e il faceto.

In uno dei suoi sproloqui senza contraddittorio

In uno dei suoi sproloqui senza contraddittorio — come diceva quella commedia di Eduardo De Filippo? “Ditegli sempre di sì” — il presidente del Napoli racconta di una cena con Cardinale di TRE anni fa.

Ed è questo che cambia completamente il senso di ogni discorso e che dovrebbe spegnere ogni sensazionalismo: stiamo parlando di una conversazione privata del 2023, raccontata solo oggi da uno dei due.

Se già solo negli ultimi mesi abbiamo visto cambiare sensibilmente l’approccio di Gerry alla gestione del Milan, pensate quanto possa essere cambiata la sua visione rispetto a tre anni fa, quando il suo rapporto con il calcio italiano era ancora agli inizi.

Forse il presidente De Laurentiis, nel suo entusiasmo di conoscere una persona di alto profilo del business entertainment mondiale, da cui poter rubare qualche consiglio e qualche insegnamento, ha semplicemente affrettato i tempi dell’invito.

Oggi, siamo convinti che una nuova cena avrebbe ben altri contenuti e risultati

Oggi, siamo convinti che una nuova cena avrebbe ben altri contenuti e risultati: Cardinale si sta perfettamente centrando nel mondo del calcio italiano, cosciente, forse ancor di più di chi lo ha costruito, di quanto la Serie A sia un business fallito e da cambiare da capo per essere competitivi con la Premier tra qualche anno.

I due probabilmente si alzerebbero soddisfatti, con qualche miglioramento reciproco in più: Gerry con qualche nozione supplementare di gestione calcistica di un club italiano — campo nel quale De Laurentiis può certamente dare lezioni in virtù della sua esperienza — e Aurelio con qualche contatto in più nel mondo di Hollywood.

Da Boldi e De Sica a Ben Affleck e Matt Damon sarebbe un bel salto di qualità… E chissà se Gerry, cercando su Google cosa sono i cinepanettoni di Aurelio, non penserebbe di “buttarlo fuori”.

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