Il caso Manchester City riapre il confronto con la Juventus: in Premier un procedimento lunghissimo, in Italia penalizzazioni cambiate durante il campionato. Manchester City e Juventus. Due casi profondamente differenti, due ordinamenti sportivi differenti e contestazioni che non possono essere sovrapposte come se fossero identiche.
Eppure il confronto tra quanto sta accadendo in Inghilterra e quanto accadde alla Juventus con Calciopoli e nel 2023 pone una domanda che difficilmente può essere ignorata: quali devono essere i tempi della giustizia sportiva quando le sue decisioni possono modificare classifiche, qualificazioni europee e il valore economico di una stagione?
Il caso Manchester City è diventato quasi l’esempio estremo di una giustizia che si è presa tutto il tempo possibile, giustamente.
Quello Juventus, al contrario, resta l’esempio di un procedimento capace di modificare più volte la classifica mentre il campionato era ancora in corso.
Due estremi. Ed entrambi fanno riflettere.

City, un’indagine cominciata anni fa
La Premier League avviò l’indagine sul Manchester City nel 2019 e formalizzò le contestazioni nel febbraio 2023.
Le accuse coprono un arco temporale molto ampio e riguardano differenti categorie di possibili violazioni finanziarie e degli obblighi di cooperazione.
Secondo le indiscrezioni emerse negli ultimi giorni, il panel indipendente avrebbe ritenuto provata la grande maggioranza delle contestazioni. Ma esiste una precisazione fondamentale: il procedimento non è ancora formalmente concluso, il Manchester City continua a sostenere la propria posizione e si attende la fase di appello.
È quindi prematuro trasformare quanto emerso in una sentenza definitiva.
Cosa rischia realmente il Manchester City
Se l’esito sfavorevole venisse confermato dopo gli eventuali ricorsi, il ventaglio delle sanzioni sarebbe amplissimo.
Le regole consentono di arrivare dalle sanzioni economiche alle penalizzazioni in classifica fino, nello scenario più pesante, all’espulsione dalla Premier League.
Ma prima bisognerà conoscere la decisione completa, le motivazioni, l’eventuale sanzione e soprattutto l’esito dell’appello.
Secondo quanto ricostruito dal Guardian, il City avrebbe 14 giorni dalla comunicazione della decisione per presentare appello e, anche successivamente, potrebbero esistere ulteriori passaggi arbitrali in circostanze specifiche.
Questo significa una cosa molto semplice: nonostante gli anni trascorsi, il City dispone ancora di strumenti per contestare la decisione prima che il quadro possa considerarsi definitivamente chiuso.
E in Italia cosa accadde alla Juventus?
Ed è qui che inevitabilmente torna alla mente la vicenda Juventus. Il 20 gennaio 2023 la Corte Federale d’Appello inflisse ai bianconeri 15 punti di penalizzazione nell’ambito del procedimento plusvalenze. Un elemento alimentò immediatamente il dibattito: nello stesso procedimento vennero confermati i proscioglimenti degli altri otto club coinvolti.
La classifica della Serie A venne quindi modificata nel pieno della stagione. Ma non era finita.
Prima -15, poi restituiti, poi -10
Il 20 aprile il Collegio di Garanzia del CONI accolse parzialmente il ricorso della Juventus e rinviò alla Corte Federale d’Appello affinché rinnovasse la valutazione relativa alla determinazione delle responsabilità e alle conseguenze sulla sanzione inflitta alla società. Tradotto sul campo: i 15 punti tornarono temporaneamente nella classifica della Juventus. Poi arrivò un’altra decisione.
Il 22 maggio 2023, quando mancavano ormai pochissime giornate alla conclusione del campionato, alla Juventus furono inflitti 10 punti di penalizzazione.
Quindi: -15. Poi punti restituiti. Poi -10. Tutto durante la stessa stagione, con una stagione totalmente falsata, con amministratori che poi hanno visto la loro posizione stralciata e che per la giustizia sportiva erano stati sanzionati con dei punti di penalizzazione.
Una giustizia sportiva dovrebbe garantire per quanto possibile certezza, proporzionalità e stabilità delle decisioni, proprio perché le sue sentenze producono effetti immediati sul campo. Nel caso Juventus, persino il Collegio di Garanzia impose una nuova valutazione della sanzione. Questo è un fatto, non un’opinione.
City e Juventus non sono casi uguali
Bisogna essere molto chiari su questo punto.
Sarebbe scorretto sostenere che Manchester City e Juventus siano stati accusati delle stesse cose, anzi appare chiaro come le accuse del City siano molto più gravi, ma anche come il sistema inglese sia molto più tutelante per tutti i club e tenda a difendere l’immagine della competizione e delle squadre che ne partecipano.
Sono differenti le contestazioni, differenti i regolamenti, differenti le giurisdizioni e differente persino la struttura dei due procedimenti.
Il confronto interessante riguarda invece il metodo e i tempi.
In Inghilterra abbiamo visto un’indagine iniziata nel 2019, accuse formalizzate nel 2023, un procedimento estremamente lungo e una decisione che, secondo quanto riportato dalla stampa britannica, non ha ancora concluso l’intero iter.
In Italia abbiamo visto una penalizzazione di 15 punti a gennaio, il successivo intervento del CONI ad aprile e una nuova penalizzazione di 10 punti il 22 maggio, a campionato quasi terminato.
In Italia la necessità dichiarata di arrivare a una conclusione compatibile con i tempi della stagione sportiva produsse invece una situazione paradossale: la Juventus vide la propria classifica cambiare più volte mentre continuava a giocare, falsando la stagione.
Ma i fatti consentono certamente di sostenere che il procedimento produsse una forte instabilità sportiva e che la prima sanzione dovette essere nuovamente valutata dopo l’intervento del Collegio di Garanzia.
Il caso Manchester City non dimostra automaticamente che la giustizia inglese sia migliore di quella italiana. Dimostra però quanto possano essere differenti due modi di affrontare procedimenti capaci di sconvolgere un campionato. In Inghilterra si sono presi anni e il City può ancora percorrere la strada dell’appello. Alla Juventus, nel 2023, bastarono pochi mesi per passare dal -15 alla restituzione dei punti e infine al -10, con la classifica che cambiava mentre la squadra continuava a scendere in campo.
Ma soprattutto la cosa che molti non accettano è la giustizia mediatica che vede spesso la Juventus con sentenze già decise ancor prima di sentire le questioni, un giustizialismo che esiste dal punto di vista mediatico, purtroppo, solo in Italia. E oggi ci concentriamo solo sul processo plusvalenze: se vi dovessimo parlare invece di Calciopoli, sarebbe ancora peggio…