La lunga pausa per le Nazionali porta certamente parecchie preoccupazioni ai tecnici di casa nostra, che vivranno questi ultimi giorni nella speranza di non ricevere novità nefaste dai bollettini medici.
Ma dall’altro lato della medaglia rappresenta anche un’opportunità di primo livello nella rincorsa ai meccanismi da oliare, grazie anche all’inserimento di calciatori che, per un motivo o per un altro, a partire dagli infortuni, non erano a disposizione dei rispettivi tecnici nel primo scorcio di campionato.

Il “mercato” post sosta
Si può quasi azzardare che al termine di queste settimane alcuni protagonisti della nostra Serie A possano essere considerati alla stregua di nuovi acquisti a tutti gli effetti, in relazione a ciò che non hanno potuto esprimere e che potrebbero invece fornire ai propri club in una delle fasi decisive della stagione, visto l’incedere degli impegni nelle varie competizioni.
Non è un modo di dire. Il calendario, dopo la sosta, comincerà infatti a presentare il conto e la profondità delle rose diventerà sempre più importante. Campionato, coppe europee e appuntamenti ravvicinati obbligheranno gli allenatori a distribuire energie, minuti e responsabilità. E recuperare un giocatore importante può avere un peso paragonabile a quello di un acquisto effettuato sul mercato.
Inter, Spence può essere davvero un nuovo acquisto
Prendiamo degli esempi tangibili. Il più evidente è quello dell’Inter e di Djed Spence. L’esterno inglese non ha ancora disputato una partita con la maglia nerazzurra in questo avvio di stagione, avendo dovuto recuperare la condizione dopo aver saltato di fatto la preparazione estiva. La sosta gli ha consentito di proseguire il percorso di riatletizzazione e, nei giorni scorsi, è arrivato anche il primo allenamento in gruppo. L’obiettivo è la convocazione contro il Parma del 10 ottobre.
È evidente che, in questo caso, il concetto di “nuovo acquisto” calzi alla perfezione. Chivu ha già costruito una parte della sua squadra senza Spence, ma poter contare finalmente su un esterno che offre caratteristiche differenti significa aggiungere una soluzione senza dover intervenire sul mercato.
E non c’è soltanto lui. L’Inter attende anche il recupero di Hakan Calhanoglu, elemento centrale negli equilibri nerazzurri e reduce da uno stop muscolare che gli ha fatto saltare le ultime due giornate di campionato. L’obiettivo indicato per il turco è il ritorno contro il Parma. Anche Dimarco e Stones sono sulla strada del recupero, sebbene con tempistiche differenti.
È qui che la sosta assume un significato diverso. Non è soltanto tempo da attraversare senza fare danni: può diventare una finestra nella quale una squadra recupera uomini, lavora sulle alternative e amplia il proprio ventaglio di possibilità.
Juventus e Napoli, il peso dei rientri può cambiare gli equilibri
La Juventus ritroverà Kolo Muani dopo la frattura alla mano e la conseguente operazione. L’attaccante francese è indicato tra i giocatori pronti a tornare a disposizione alla ripresa, mentre anche Cambiaso sta sfruttando questo periodo per recuperare la condizione e lavorare su una possibile collocazione da mezz’ala.
Anche in questo caso il ragionamento va oltre il semplice bollettino medico. Un giocatore che torna significa innanzitutto aumentare la concorrenza e, soprattutto, permettere all’allenatore di proporre soluzioni che fino a quel momento erano rimaste soltanto sulla carta.
Il discorso vale ancora di più per il Napoli, che aspetta il ritorno di Scott McTominay. Lo scozzese ha iniziato il percorso di riatletizzazione dopo l’intervento di ablazione e il club aveva inizialmente puntato a riaverlo per la sfida contro il Frosinone. Gli aggiornamenti più recenti, però, indicano che il rientro potrebbe slittare proprio a causa del percorso post-operatorio.
Ed è forse proprio McTominay l’esempio più significativo di quanto possa essere fuorviante considerare la rosa soltanto attraverso i nomi presenti nella distinta. Il Napoli ha iniziato la stagione senza uno dei suoi uomini più importanti e, quando lo scozzese tornerà realmente disponibile, Allegri avrà di fatto una risorsa che finora non ha potuto utilizzare.
Lo stesso vale per Meret e Spinazzola, indicati tra i giocatori prossimi al rientro. La differenza, soprattutto quando gli impegni iniziano a moltiplicarsi, può essere enorme: non soltanto perché aumentano le alternative, ma perché cambia il livello degli allenamenti, della competizione interna e delle possibilità di rotazione.
La vera partita della sosta si gioca nella profondità delle rose
Ecco perché sarebbe riduttivo considerare queste settimane soltanto come una parentesi tra una giornata e l’altra. La sosta rappresenta anche una sorta di mercato parallelo, nel quale le squadre non acquistano calciatori ma recuperano quelli già presenti in organico.
Il Torino, per esempio, attende il ritorno di Che Adams e Cesare Casadei. Lo scozzese, tra i protagonisti dell’avvio granata, aveva dovuto fermarsi per un problema muscolare, mentre Casadei è rimasto fuori per circa un mese. Il loro ritorno può offrire ad Abate due soluzioni in più proprio nel momento in cui il campionato comincia a entrare nella sua fase più intensa.
A Cagliari c’è invece M’Bala Nzola, arrivato in estate e ancora alla ricerca della piena condizione: la ripresa può coincidere con il suo ingresso effettivo nelle rotazioni di Pisacane. Al Como si attende il rientro di Addai, mentre l’Udinese può riabbracciare Solet e Davis. Sono nomi diversi, con situazioni differenti, ma inseriti nello stesso meccanismo: recuperare uomini significa aumentare le possibilità di una squadra senza aver speso un euro sul mercato.
Ed è proprio questo il punto. La Serie A si prepara a una fase nella quale gli impegni aumenteranno e le rose verranno sottoposte a uno stress completamente diverso rispetto alle prime giornate. A quel punto avere un titolare in più, un’alternativa credibile o semplicemente un giocatore finalmente nelle condizioni di incidere può trasformarsi in un vantaggio concreto.
La sosta, dunque, ha due facce. Da una parte c’è il timore degli infortuni e il rischio di restituire agli allenatori giocatori meno integri di quando sono partiti. Dall’altra c’è la possibilità di riaccendere una parte delle rose rimasta finora ai margini.
E allora sì, quando il campionato ripartirà, non saranno soltanto le Nazionali a restituire i propri giocatori ai club. Sarà la Serie A stessa a ritrovare una serie di protagonisti che, per motivi diversi, finora erano rimasti fuori dalla storia della stagione.
Alcuni di loro potrebbero diventare davvero i migliori “acquisti” dell’autunno.