Luciano, ricordati che sei alla Juve. Assurdo Venezia. Il privilegio di Corradi

Luciano Spalletti non può essere fiero del suo comportamento al triplice fischio di Cagliari-Juventus.

Riepilogando: Pisacane gli si avvicina per un normale saluto nel rispetto del fair-play, in cambio riceve un atteggiamento figlio della frustrazione, è un teatrino di pochi secondi senza senso.

Spalletti e il comportamento dopo Cagliari-Juventus

Spalletti si presenta in sala stampa, nervosissimo, e dice che nulla è accaduto. Risponde male all’interno di qualche collegamento in diretta, si capisce che il risultato non gli sia andato giù, ma non può essere una giustificazione. Altrimenti, se così fosse, la prossima volta sarebbe meglio mandare il suo vice oppure nessuno in sala stampa e nel giro delle “parrocchie” televisive.

Spalletti non è nuovo ad atteggiamenti di questo tipo e dovrebbe darsi una calmata. Un suo amico che gli vuole davvero bene dovrebbe sussurrargli in un orecchio: “Luciano, ricordati che sei alla Juve…”.

Venezia, l’esonero di Stroppa e l’impresa di Nicola

Il Venezia fa fuori Giovanni Stroppa con tre settimane di ritardo. Non ho nulla nei riguardi dell’allenatore protagonista del ritorno in Serie A, ma se decidi di esonerarlo prima della sosta e poi non lo fai perché gli allenatori che contatti ti dicono no sei semplicemente indifendibile. Il Venezia ha aspettato di incassare la sesta sconfitta di fila (sesta in sei partite) e ha deciso di procedere. Prima delle tre settimane di stop aveva contattato Tudor (con forza) e D’Aversa ricevendo in cambio un doppio – secco -no. Poi il Venezia si è cautelato con Paolo Zanetti per un ritorno sinceramente poco comprensibile, alla fine sta lavorando per convincere Davide Nicola (aspettiamo gli ultimi passaggi) a caricarsi sulle spalle un’impresa che equivarrebbe più o meno alla conquista di un’Europa League. Nicola avrà fatto due calcoli, non mi riferisco all’aspetto economico, della serie: se retrocedo, la colpa sarà di chi mi ha preceduto avendo collezionato la bellezza (si fa per dire) di sei sconfitte; se mi salvo, diventerò l’allenatore dell’anno, non mi daranno soltanto la Panchina di Platino ma mi inviteranno al Festival di Venezia come miglior attore protagonista. Al posto di Nicola non accetterei, impresa troppo complicata, e mi chiederei per quale motivo mi chiamano soltanto se sono con l’acqua oltre la gola. Quanto al Venezia, anche per i direttori sportivi ci sono le categorie: Antonelli in Serie B è un fattore, in Serie A un disastro, soprattutto nella gestione della quotidianità e malgrado gli abbiano dato un budget da sogno.

Il privilegio di Corradi e le scelte del Catanzaro

Ma ci sono troppe situazioni incomprensibili che dieci anni fa non avrebbero trovato spazio, bastano un paio di esempi. La Sampdoria decide di affidare la panchina della prima squadra a Bernardo Corradi che nel suo curriculum non aveva esperienze di alcun tipo a questi livelli, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Il Catanzaro che sfiora la grande impresa nella finale playoff di Monza vende giustamente tutti i giovani di talento, non riesce a trattenere Aquilani voglioso di Serie A (nulla da obiettare) e si incarta abbastanza sulla scelta dell’allenatore, ripiegando su Gorgone per il clamoroso voltafaccia di Turati.

Quest’ultimo non può essere fiero di aver scelto lo Spezia dopo un accordo totale con gli uomini mercato di Noto, ma nella vita non si può pretendere che tutti si comportino allo stesso modo.

 

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