Jannik Sinner e la rivalità con Berrettini: “Non l’abbiamo mai fatto”

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Jannik Sinner e la rivalità con Berrettini: “Non l’abbiamo mai fatto”. Il numero 1 azzurro è pronto per tornare in campo dopo Wimbledon

Ora finalmente possiamo dire di avere anche noi ‘ Tre moschettieri’ del tennis. Lorenzo Musetti ha vinto il suo primo torneo ATP, Matteo Berrettini a Gstaad è andato vicino al suo terzo trionfo di fila. E poi c’è Jannik Sinner che è finalmente pronto per tornare in campo a Umago.

Matteo Berrettini e Jannik Sinner (LaPresse)

Non gioca dai quarti di finale a Wimbledon, quella partita bellissima e sfortunata contro Nole Djokovic, e in testa ha la campagna nordamericana che sta per partire. Da qui a novembre vuole conquistare i punti utili per tornare alle Nitto ATP Finals di Torino da protagonista e non da riserva come è stato lo scorso anno al posto di Matteo Berrettini.

Intanto la classifica dive che è sempre lui il numero uno azzurro, ma l’atesino intervistato da ‘La Repubblica’ non accetta la rivalità con Berrettini perché “è solo classifica. Difficile dire se io e Berrettini abbiamo rivalità, non avendo mai giocato contro. Siamo due ragazzi sereni, che danno tutto. Lui è un po’ più adulto, ha vinto di più, è stato a lungo in top 10 e ci ritornerà più forte. Non lo conosco benissimo, ma abbiamo un buon rapporto“.

Jannik Sinner e la rivalità con Berrettini: da Wilbledon ha imparato moltissimo

Certamente il romano è un rivale, esattamente come Djokovic, e quella sconfitta sull’erba londinese ancora chiede vendetta. Lui spiega che non dorme ogni volta che perde, ma da quella sconfitta è uscito ancora più forte. Ha fatto un’esperienza importante anche sul Centrale e battuto tennisti con caratteristiche diverse. Poi però Nole nel quinto set ha giocato come un mostro, impossibile opporsi.

Jannik Sinner è pronto al rientro (LaPresse)

Intanto la nuova cura con Simone Vagnozzi e Darren Cahill sta cominciando a dare frutti: “Simone è molto bravo a livello tecnico e tattico. Cahill ha tanta esperienza, lo ha dimostrato con gente come Agassi ma anche con Halep, con ognuno trova il modo giusto. Conosce molto bene il tennis, è bravo a motivarti prima della partita. Magari ti dà quello 0,05% in più prima di scendere in campo, ma anche quello risulta decisivo”.