Napoli, Spalletti e lo Scudetto: un sogno diventato realtà

Trentatrè anni di attesa, tanto ha dovuto aspettare Napoli per rivedere il tricolore, e lo Scudetto lo ha vinto con l’allenatore che più di tutti lo attendeva, Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo ha inseguito il sogno scudetto per tanti anni senza mai raggiungerlo fino a ieri. Il 4 maggio 2023 è un giorno che il tecnico toscano non scorderà mai perché è il compimento di un’impresa incredibile.

NAPOLI E SPALLETTI, LA STAGIONE PERFETTA

Quella vissuta quest’anno per il Napoli e Spalletti è stata la stagione perfetta, tanto che lo Scudetto del Napoli è ormai certo da mesi. Gli Azzurri hanno chiuso il 2022 da imbattuti con 13 vittorie e 2 pareggi. Il primo KO è arrivato solamente contro l’Inter all’inizio del 2023, ma da lì in poi il Napoli è stato inarrestabile acquisendo un vantaggio sempre più grande finito per essere incolmabile già da febbraio.

SPALLETTI, UN LAVORO DA SCUDETTO

Il grande merito di Spalletti è quello di aver lavorato sul concetto di squadra al cui interno è riuscito a migliorare tutti i singoli. Un nome su tutti è quello di Victor Osimhen, che con Spalletti è passato da grande promessa a trascinatore assoluto di questo Napoli da Scudetto. Ma con Spalletti sono cresciuti tutti, vecchi e nuovi. Nella stagione in cui il Napoli ha salutato capitano e vice, Insigne e Koulibaly, Spalletti ha trovato in Di Lorenzo un condottiero straordinario per diligenza e abnegazione. Il tecnico toscano ha contribuito all’arrivo e l’affermazione immediata di Kim, Kvaratskhelia, ai miglioramenti Rrahmani e Mario Rui, all’esplosione di Lobotka e Anguissa e al ritorno di Zielinski ai livelli del Napoli di Sarri. Ma insieme ai protagonisti, Spalletti ha saputo creare un gruppo dove tutti si sono sentiti parte del progetto, parte dell’impresa. Raspadori, Simeone hanno segnato reti pesantissime che hanno scavato il gap. Ndombélé, Juan Jesus, Olivera si sono sempre fatti trovare pronti nel momento del bisogno.

UNO SCUDETTO AGOGNATO

Insomma, il capolavoro che a Spalletti non era riuscito altrove. Soprattutto a Roma, sia la prima che la seconda volta. Sempre superato da qualcuno con l’organico nettamente più forte del suo. Delusioni, soprattutto quella di Roma nel campionato 2007/08, che lo avevano portato ad emigrare all’estero tra il 2009 e il 2014 in Russia, allo Zenit. Con la formazione di San Pietroburgo aveva messo a segno i primi successi in un campionato nazionale. Ma al ritorno in Italia, ancora con la Roma, la voglia era ancora quella di conquistare lo Scudetto. Tra giallorossi prima e Inter poi, però non è mai riuscito a coronare il sogno, fermato solo da una Juventus nettamente superiore.

Ora l’avventura a Napoli. Nella prima stagione, la scorsa, coi totem Koulibaly, Insigne e Mertens era mancato lo sprint finale, ad aprile. Dopo la contestata rivoluzione estiva degli azzurri è arrivato il trionfo, senza discussione: lo Scudetto di Spalletti, lo Scudetto del Napoli. 

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