Juventus in testa al 94’. Ora anche Allegri si sbilancia, ma la parola ‘Scudetto’ resta tabù

Monza-Juventus di venerdì 1° dicembre 2023 è uno di quei momenti che possono cambiare la storia di un campionato. La Juve vince “due volte” una gara in cui il Monza, bestia nera della passata stagione, non era mai riuscito davvero a farle male. Lo fa con caparbietà, autorevolezza e quel pizzico di fortuna che accompagna le grandi stagioni. E dopo i giocatori anche Massimiliano Allegri inizia a sbottonarsi di più sulla lotta al primo posto.

LA JUVENTUS PIÙ SOLIDA DEL SECONDO ALLEGRI

Quelle viste nei due anni precedenti era senza dubbio le Juventus più fragili di Massimiliano Allegri. Il tecnico bianconero ha faticato assai in queste due stagioni e mezza a ritrovare una squadra solida non solo tecnicamente e tatticamente ma anche mentalmente. Vuoi per i guai con la giustizia della seconda metà dello scorso anno, vuoi per una rosa che un anno prima aveva perso CR7 a fine mercato, la Juve del secondo Allegri era “friabile”. Incapace di gestire le gare, di consolidare una certa continuità, disarmata di fronte alle difficoltà.

Ieri, invece, la Vecchia Signora ha dato dimostrazione di essere tornata sé stessa. Solida in difesa, in grado di non concedere mai un vero tiro nello specchio alla banda di Palladino. Ma soprattutto in grado di crederci fino alla fine, perché il cross di Valentin Carboni, che tiro non era entra in rete quando mancano solo quattro minuti alla fine. E soprattutto è la beffa che avrebbe tagliato le gambe a chiunque dopo aver passato 80 minuti in vantaggio, peraltro con un gol che ha cancellato immediatamente il rigore sbagliato da Vlahovic. Insomma una prova di forza come poche si sono viste in questi anni. Una prova di forza che fa fede allo slogan “Fino Alla Fine”, e che mette a questo punto la Juventus davvero in competizione con l’Inter.
Certo il calendario influirà. Domani ai nerazzurri toccherà la durissima sfida del Maradona, ma alla Juve lo attendono in casa solo venerdì prossimo. Il dato che se ne deduce è che il Napoli avrà la possibilità di rimettersi in qualche modo nella lotta scudetto o esserne arbitro tra Juve e Inter.

SCUDETTO, LA PAROLA TABÙ

Proprio la parola ‘Scudetto’ rimane un tabù in casa Juventus. Soprattutto per Massimiliano Allegri che non parla mai nemmeno di “lotta scudetto”, anzi continua spesso a fare riferimento all’obiettivo quarto posto. Ieri, però, il tecnico si è sbottonato e ha detto che la sua squadra deve fare il possibile per stare aggrappata all’Inter. Una prima ammissione del cambio d’orizzonte. D’altronde, in attesa delle gare di Roma e Bologna, il quinto posto ora è contano 12 punti e, male che vada al termine della giornata sarà comunque di 9 punti. Il tecnico dopo aver scucito qualche parolina sul primo posto è tornato “nei ranghi”.

MA I GIOCATORI…

Chi invece azzarda sono certamente i calciatori bianconeri. La scorsa settimana, dopo il pareggio contro l’Inter, era stato Adrien Rabiot, trascinatore ieri con gol e assist, a parlare di scudetto in casa Juventus. Ieri è stato Federico Gatti, che dopo l’entusiasmante gol vittoria nel finale, ai microfoni di DAZN ha dichiarato apertamente che avrebbero voluto vincere per essere primi a fine serata. Traguardo raggiunto, e dichiarazione d’intenti ormai palese: in casa Juve lo scudetto può essere obiettivo, seppur senza i famosi “favori del pronostico”.