Storico Sinner, vince gli Australian Open: la sua crescita

Un’impresa storica, compiuta nella maniera più epica: Jannik Sinner ha vinto gli Australian Open battendo in 5 set Daniil Medvedev. 3-6 3-6 6-4 6-4 6-3 il punteggio finale in poco meno di 4 ore di battaglia. Una partita segnata dalla capacità di Medvedev di annullare il modo di giocare di Sinner, ma andando fuori giri. Poi è salito in cattedra il numero 4 del mondo e non c’è più stata storia.

Quando Sinner ha deciso di vincere l’Australian Open

Dopo i primi set di difficoltà, Sinner “ha deciso” di vincere la partita e il suo primo Slam, il suo primo Australian Open. I due break che decidono il terzo e il quarto set sono break da grandissimo campione, con una mentalità fuori dal comune. Due break nel momento decisivo come solo Novak Djokovic, nel circuito è in grado di portare a casa. Soprattutto in una situazione di punteggio come quella a cui era sottoposto Sinner, sotto 2 set a 0 e 2 set a 1 nella sua prima finale Slam agli Australian Open.

La partita ha cambiato volto quando Medvedev ha dovuto abbassare e ritmi infernali imposti, lasciando spazio a Sinner. D’altronde il tennista italiano le energie che sono mancate a Medvedev ieri mattina le aveva conservate giocando molto meglio di tutti gli avversari finora. Se fino alla gara di finale, Sinner in questo Australian Open aveva trascorso 5 ore in meno del russo in campo, il (de)merito non era solo degli avversari. Insomma una vittoria costruita in questi mesi da quando Jannik, dopo l’uscita allo US Open ha messo nel mirino questo primo Slam del 2024.

Una lunga serie di scelte mature

Alla fine del 2021, Sinner si rende conto di aver fatto il massimo sotto la guida del suo maestro Riccardo Piatti. Jannik allora sceglie prima Simone Vagnozzi, ex tecnico di Marco Cecchinato portato addirittura in semifinale al Roland Garros, a cui mesi dopo aggiunge l’ex allenatore di Andrè Agassi, Darren Cahill. Il percorso con i due nuovi tecnici, a cui poi si è aggiunto il preparatore Giacomo Naldi, lo ha portato alla prima finale di un 1000, persa contro Hurkacz.

2022 e 2023 gli anni della crescita e l’impennata

Lentamente Sinner lavora prima sul suo dritto, migliorando di match in match. Comincia a lavorare sul fisico aggiungendo massa e resistenza. Il 2023 e la prima parte del 2023 sono tappe di passaggio, dove raggiunge ottimi risultati anche negli Slam. Qualcuno pensa che Sinner possa anche subire il contraccolpo del brutto ko di Flushing Meadows nel 2022 ai quarti con Alcaraz. Ma Jannik va dritto per la sua strada. Ad agosto 2023, vince il primo Masters 1000 a Toronto. Dopo lo US Open, tra le polemiche rinuncia alle qualificazioni della Coppa Davis. La pausa lo aiuta, Sinner sta migliorando il servizio e quel fondamentale gli servirà per sconfiggere la sua bestia nera, Daniil Medvedev in finale all’ATP 500 di Pechino. E poi a Vienna, sempre in finale.

A novembre partecipa alle ATP Finals di Torino. Nel girone batte Djokovic, per la prima volta in carriera. Nella finale, raggiunta battendo ancora il russo Medvedev, poi il serbo lo schianta, ma il dado è tratto. Jannik si presenta alla Coppa Davis, consapevole che può raggiungere un risultato storico ma sulla sua strada dovrà battere nuovamente Nole. Sinner annulla tre matchpoint a Djokovic in semifinale e porta l’Italia alla fine a vincere la Davis. La crescita nella tenuta e nel fondamentale del servizio a inizio 2024, lo hanno quindi portato al percorso meraviglioso di Melbourne. 48 anni dopo Panatta, Sinner vince uno Slam e riscrive la storia del tennis italiano.