Ligue 1, crisi Metz: tifosi invadono il campo nel post partita

In Francia, nel campionato di massima serie, la Ligue 1, il Metz sta sprofondando in una autentica e drammatica crisi sportiva. Se i Messins hanno aperto le marcature grazie a Georges Mikautadze contro l’Olympique Lione che è riuscito a rimontare, sancendo ai granata la nona sconfitta nelle ultime dieci partite. Dopo la sconfitta contro il Les Gones, i tifosi hanno mostrato ancora una volta la loro rabbia.

Metz: monta la rabbia dei tifosi per la crisi del club

Tre settimane fa, in occasione dell’ultimo incontro allo stadio Saint-Symphorien, si sono verificati incidenti a margine della partita all’interno e all’esterno dello stadio. Questa volta i tifosi hanno invaso il campo pochi minuti dopo il fischio finale dove erano circa un centinaio e si sono avvicinati al palco presidenziale (tribuna autorità) per manifestare la loro esasperazione gridando “Direzione, dimettetevi”. Ad intervenire per cercare quantomeno di placare i toni è intervenuto Georges Mikautadze, in prestito dall’Ajax, dichiarando: “Li capisco. Sono 10 partite che non vinciamo e naturalmente loro sono molto frustrati ma ora lo siamo anche noi. Stiamo cercando di fare il meglio che possiamo. Ci manca anche quel piccolo successo che non abbiamo. Spero che ciò accada rapidamente per noi. Credo che in termini di volontà e presenza mentale non posso fare i complimenti, ma posso dire che hanno fatto il massimo di ciò di cui siamo capaci”. 

Crisi Metz: parla anche il tecnico

Con 17 punti in 23 giornate, il Metz è al 17esimo posto in piena zona retrocessione. Domenica prossima, 3 marzo, i Grenats andranno a Nantes in una partita molto importante nell’ottica di mantenere la propria posizione affrontando un avversario che occupa il 16esimo posto con cinque punti di vantaggio. A commentare la situazione anche il tecnico László Bölöni: “Devo dire, parlando dei miei giocatori, che c’è anche chi ha superato i propri limiti ma non è bastato e se non basta una, due volte allora c’è una spiegazione e forse dobbiamo ancora aspettare di crescere”.

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