Lacrime senza fine, calcio italiano in lutto: addio al grande campione

È un gravissimo lutto quello che ha colpito, nei giorni scorsi, il mondo del calcio: addio al grande campione che ha scritto pagine importanti della Serie A e non solo

È arrivata una di quelle notizie che per forza di cose intristiscono e colpiscono i tifosi e gli appassionati. Il calcio italiano ed internazionale piange la scomparsa di uno dei simboli di questo meraviglioso sport. Una notizia che ha sconvolto anche la Germania visto che Karl-Heinz Schnellinger è passato a miglior vita. Anche lui è stato uno dei protagonisti di una delle più belle partite di calcio di sempre: ovvero quell‘Italia-Germania conclusasi 4-3 nel Mondiale di quel 17 giugno 1970.

Lutto nel calcio: Addio a Schnellinger
Un grave lutto colpisce il mondo del calcio italiano – Sportitalia.it (Ansa Foto)

Suo, infatti, fu il gol del pareggio dei tedeschi prima di quei supplementari che hanno scritto la storia. La storia che, però, l’ex calciatore ha scritto anche con il Milan. In Italia ha vinto tutto quello che c’era da prendere: scudetto, Coppa dei Campioni, coppa Intercontinentale e Coppa delle Coppe. Il suo cuore ha smesso di battere all’età di 85 anni all’ospedale “San Raffaele” di Milano. Secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali le sue condizioni si erano aggravate a causa di una malattia che lo aveva colpito.

Non solo Milan, in Italia ha vestito altre maglie come quelle della Roma e del Mantova. Dopo aver appeso le scarpette al chiodo aveva deciso di continuare a vivere nel capoluogo meneghino. Nel mondo del calcio viene ricordato per essere stato un affidabilissimo terzino sinistro a tutto campo, forte anche della sua grande fisicità. Nel corso della sua carriera sportiva gli è stato attribuito il soprannome di “Panzer“.

Lutto nel calcio: Addio a Schnellinger
Addio a Karl-Heinz Schnellinger – Sportitalia.it (Foto Facebook)

Non solo: in molti lo ricordano anche con il soprannome di “Volkswagen” per via della sua affidabilità e della sua robustezza o anche come “Carlo Martello” per i suoi tackle. Nativo di Düren, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, è cresciuto nelle giovanili della sua città prima di fare il grande salto calcistico nel Colonia. In 4 stagioni conquista il primo titolo della sua carriera (1962). L’anno successivo arrivò a Roma, poi il prestito a Mantova ed infine il ritorno nella Capitale. 

Poi il trasferimento al Milan. In rossonero ha scritto la storia: nove stagioni (1965-1974), 344 partite, 3 soli gol e tutti in Coppa Italia (non era il suo mestiere), uno scudetto (1968), una Coppa dei Campioni (1969), una Coppa Intercontinentale (1969), due Coppe delle Coppe (1967 e 1973), tre Coppe Italia (1967, 1972, 1973). Ha rappresentato la Nazionale in 47 occasioni. 

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