Alle radici del fenomeno Zirkzee

Dal porto più grande d’Europa, verso il calcio che conta. Quel ragazzino di Rotterdam ne ha fatta di strada, e quanta ancora ne vuole fare. Joshua Zirkzee sarà uno dei nomi più caldi del mercato delle punte. Perchè la sua annata a Bologna ha fatto rumore, più nelle prospettive che nei numeri in sè. In fondo 11 gol, non sono nemmeno così tanti. Specie considerando che, tra infortuni e qualche prestazione meno brillante, gli ultimi due gol sono datati 3 marzo e 22 aprile. Poi, nientaltro. Ma gli attaccanti in giro per il mondo sono merce così rara che puntarci ne vale sempre la pena. Specie con una clausola da 40 milioni che, anche con commissioni di alto livello, quasi una 20ina, resta più che appetibile. Il Milan prova l’anticipo ormai da settimane. E a Joshua sicuramente piacerebbe. Perchè da bambino guardava i video di Ronaldinho, sognava San Siro, imitava Ibra e sperava di diventare come Van Basten. Sarebbe il matrimonio perfetto. Senza alcun dubbio. Ma la Premier chiama. L’Arsenal ha una potenza di fuoco impareggiabile per i nostri standard. E il centravanti è esattamente ciò che manca, anche se i Gunners potrebbero orientarsi su profili ancora più onerosi, vedi Viktor Gyokeres. Sullo sfondo ma non troppo lontano, la Juventus. Che dovrebbe sbloccare prima una cessione importante, certo. Ma che se trovasse l’offerta giusta per Chiesa, vedi Napoli, o addirittura Vlahovic, svernicerebbe rapidamente la concorrenza grazie all’influenza di chi lo ha messo in vetrina quest’anno. Chi vuole Zirkzee insomma, deve darsi una mossa. O altrimenti rischia di fare il pericoloso gioco di Motta e Giuntoli.

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