Con la nuova stagione che si appresta a iniziare, sale l’attesa per scoprire cosa sarà effettivamente capace di fare la nuova Ferrari.
Dopo una stagione sportiva veramente a dir poco deludente, in vista del cambio di regolamento l’attesa sale per quanto riguarda la nascita della nuova monoposto Ferrari, la SF-26.
Una vettura, quest’ultima, che in molti sperano possa finalmente portare i piloti ufficiali del team a lottare per il titolo mondiale piloti e quello costruttori, qualcosa che purtroppo non accade fino all’ultima gara in maniera contemporanea dal 2008.

Proprio per questo motivo, tifosi, appassionati e addetti ai lavori sono curiosi di scoprire in che modo il team di Maranello riuscirà a riprendersi dopo un 2025 pieno di insoddisfazioni e delusioni assolute.
In attesa di vedere le macchine fare ritorno in pista, purtroppo non sono pochi i timori per quella che sarà l’effettiva competitività della squadra più titolata della storia della classe regina del motorsport.
Allarme Ferrari SF-26: tra silenzi e timori
Secondo alcuni rumors, la Ferrari sarebbe in ritardo nello sviluppo della SF-26, mentre Mercedes, Red Bull e McLaren sarebbero tutte quante in fase avanzata nella creazione delle proprie macchine. Qualcosa che però non solo è difficile da prevedere, ma anche impossibile da decifrare fino ai primi GP disputati. Più semplice, invece, che tutte le scuderie siano in ritardo con le operazioni da ultimare sulle proprie auto, il che è normalissimo durante un cambio regolamentare.

Certo, è vero che la Ferrari sta mantenendo un profilo basso in questi ultimi mesi, tuttavia ciò non significa che non sia stato fatto un buon lavoro dal punto di vista dei risultati in fabbrica. E che, dunque, questo non venga effettivamente riproposto in pista. Del resto, la delusione per la stagione 2025 è stata elevata, considerando che l’obiettivo era quello di lottare per i mondiali fino all’ultima gara contro la McLaren e i suoi piloti, il che non è chiaramente avvenuto. Perché, allora, si parla di due versioni della SF-26? Per accontentare entrambi i piloti, dotati di stili di guida differenti.
Non significa però che una sia la versione A e l’altra la versione B; semplicemente trattasi di varianti differenti, che possono aiutare Charles Leclerc e Lewis Hamilton ad adattarsi a una configurazione rispetto a un’altra e gli stessi tecnici a capire se certe soluzioni meritano di essere valutate – se lo meritano – più di altre. Senza contare che non parliamo di due auto davvero diverse, ma di componenti singoli come ali anteriori differenti, per esempio. Non possiamo ancora sapere se la Ferrari SF-26 sarà sicuramente competitiva, ma neanche dire che a Maranello abbia preso il sopravvento il caos, la rassegnazione, la frustrazione e una eventuale ‘vulnerabilità di sviluppo’. Presto scopriremo come stanno le cose. Sicuramente, però, i conti vanno eseguiti sempre dopo – e mai prima – l’incasso.






