Mario Giuffredi non usa giri di parole e, intervenendo in esclusiva a “A casa Del Genio” su CalcioNapoli24TV, fotografa con lucidità e durezza il momento del Napoli, tra corsa Champions complicata e gestione dei giovani finita sotto accusa.
Il pareggio dell’ultima giornata, secondo l’agente, ha cambiato radicalmente gli scenari: “Ha complicato i piani per la qualificazione Champions. Ora bisogna guardare cosa faranno le altre e sei obbligato a vincere col Chelsea. Non sarà facile e nemmeno detto che basti”.

Giuffredi su Vergara
Il cuore del suo intervento è però dedicato a Vergara, protagonista inatteso delle ultime due gare europee. “Ha fatto 120 minuti in due partite, emozionanti per lui e per noi. È un ragazzo del settore giovanile, partito dalla Serie C e ora in Champions col Napoli. Ha dimostrato di poterci stare e di poter dire la sua per i prossimi dieci anni”. Giuffredi sottolinea come il club abbia scoperto un patrimonio, attribuendo però un merito preciso: “Su Vergara il credito è tutto di Manna. Credeva in lui già ai tempi della Reggiana e ha insistito perché diventasse un giocatore del Napoli”.
L’attacco a Conte
Da qui parte l’affondo più duro contro la gestione tecnica. Giuffredi è netto: “Senza gli infortuni Vergara non avrebbe mai giocato. All’allenatore manca il coraggio di mettere i giovani in campo. Vengono utilizzati solo se ci sono tremila infortunati”. L’agente non accetta la narrativa secondo cui l’esperienza si costruisca solo nei grandi palcoscenici: “Quando Conte dice che una partita nel Napoli vale 30 in B e una in Champions 60, dice una sciocchezza inaudita. I giocatori hanno bisogno di giocare, di un percorso vero”.
Il paragone tra Vergara e gli altri giovani di Serie A
Il confronto con altri club è inevitabile: da Bartesaghi al Milan ai giovani lanciati da Gasperini, Juric e Palladino. “Se non li metti in campo non saprai mai se sono da Napoli. Nessuno ha mai fatto carriera dalla panchina”. Giuffredi respinge anche l’idea di responsabilità scaricate sulla dirigenza o sullo staff medico: “Nel Napoli non si muove foglia senza il volere dell’allenatore. Quando si perde, perde anche lui. È il momento che ognuno si prenda le proprie responsabilità”.
Un intervento duro, diretto, che riaccende il dibattito sul presente, sul futuro azzurro e sulla gestione di Antonio Conte.






