Mondiali 2026, l’Iran minaccia: “Non abbiamo intenzione di partecipare”. La posizione della FIFA

La tensione geopolitica tra Iran, Stati Uniti e Israele arriva anche nel calcio. Teheran minaccia il boicottaggio dei Mondiali negli Usa mentre la FIFA prova a rassicurare. Intanto la guerra in Medio Oriente inizia già a creare problemi logistici allo sport.

La minaccia dell’Iran di non partecipare ai prossimi Mondiali di calcio negli Stati Uniti si inserisce in un clima internazionale sempre più teso, dove il conflitto che coinvolge anche Israele sta iniziando ad avere ripercussioni concrete anche sul mondo dello sport.

A rilanciare la posizione di Teheran è stato il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, che riporta le parole del ministro dello sport iraniano: “Non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai mondiali di calcio in Usa”. Una dichiarazione che apre uno scenario delicato per la FIFA e per l’intero torneo.

L’Iran minaccia di non partecipare ai Mondiali 2026
L’Iran minaccia di non partecipare ai Mondiali 2026

La posizione della FIFA e di Trump

La presa di posizione arriva poche ore dopo un tentativo di rassicurazione da parte del presidente della federazione calcistica mondiale, Gianni Infantino. In un post sui social, Infantino aveva scritto: “Il presidente Donald Trump mi ha assicurato che la nazionale dell’Iran è benvenuta al Mondiale”. Parole che sembravano voler disinnescare eventuali tensioni diplomatiche legate all’organizzazione del torneo negli Stati Uniti, ma che non hanno impedito alla polemica di esplodere.

La possibile assenza dell’Iran rappresenterebbe un caso politico senza precedenti recenti per la Coppa del Mondo. Il torneo, per sua natura globale, si trova infatti sempre più spesso a confrontarsi con tensioni geopolitiche che superano i confini dello sport. E proprio la FIFA, consapevole della delicatezza del momento, ha ribadito la volontà di andare avanti con il programma previsto.

La FIFA non ha intenzione di rinviare il Mondiale

All’inizio della settimana, il direttore operativo della Coppa del Mondo della FIFA, Heimo Schirgi, ha dichiarato che il torneo è “troppo importante”. E non può essere rinviato a causa dei disordini globali legati alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. “Fondamentalmente affrontiamo la situazione giorno per giorno e prima o poi troveremo una soluzione”, ha spiegato Schirgi, sottolineando che l’organizzazione continua a monitorare attentamente la situazione in Iran. “Se la Coppa del Mondo si svolgerà regolarmente? La Coppa del Mondo è troppo grande e speriamo che tutti coloro che si sono qualificati possano partecipare”.

La guerra “blocca” il calcio

Nel frattempo, gli effetti del conflitto stanno già incidendo sulla quotidianità del calcio internazionale. Il presidente del Paris Saint-Germain, Nasser Al-Khelaifi, non sarà presente a Parigi per assistere alla sfida di Champions League tra il club francese e il Chelsea. Il dirigente è infatti rimasto bloccato a Doha a causa delle difficoltà nei trasporti aerei provocate dalla crisi in Medio Oriente.

Tra minacce diplomatiche, problemi logistici e timori per la sicurezza, il calcio mondiale si trova così a fare i conti con una realtà in cui la geopolitica entra sempre più spesso in campo. E la possibile rinuncia dell’Iran ai Mondiali rischia di diventare il simbolo più evidente di questo nuovo scenario.

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