Romelu Lukaku ha deciso in piena autonomia, senza alcun tipo di autorizzazione, di restare in Belgio a curarsi, all’interno di una stagione che lo ha visto ai margini per mille problemi.
E che avevano portato Aurelio De Laurentiis ad aprire la cassaforte, lo scorso agosto, per trovare subito un’alternativa costata una tombola (Hojlund) senza mandare in tilt Antonio Conte che aveva già chiesto e ottenuto Lorenzo Lucca con i risultati che conosciamo.

Una gestione economica senza precedenti
Alla fine dell’esperienza Conte, vedremo quando, come e perché, nessuno potrà permettersi di dire che ADL non abbia fatto di tutto e di più per un allenatore che gli ha svuotato la cassaforte con richieste prima e dopo i pasti. Senza tenere conto che a un certo punto bisognerebbe accettare l’emergenza piuttosto che pretendere di “affogarla” con interventi no stop sul mercato. Tra l’altro poi (questa cosa è davvero assurda) poco apprezzati se è vero che Conte ha addirittura dichiarato che nove acquisti erano stati troppi e avevano provocato un certo (chiamiamolo così) intasamento. Ma quei nove acquisti chi li aveva chiesti? Non ci sono dubbi che, vincendo uno scudetto al suo primo anno di gestione, Conte abbia fatto esplodere di gioia una città intera, però – figlio mio – quanto ho dovuto sborsare? Aurelio neanche ha avuto il tempo di godersi quanto ottenuto dalle cessioni dì Kvaratskhelia e Osimhen che ha subito dovuto utilizzare quei soldi per un Napoli assolutamente a immagine e somiglianza del nuovo allenatore.
L’errore strategico su Lukaku
Quando De Laurentiis ha deciso di aprire i cordoni della borsa, era l’estate del 2024, per consegnare Romelu al suo allenatore fresco di nomina, ha fatto una cosa che tendenzialmente aveva sempre rinnegato durante la sua lunghissima esperienza al comando del club. Ovvero spendere 30 milioni per un trentenne o su di lì, ritenendolo (giustamente) uno spreco e soprattutto una chiara contraddizione rispetto alla necessità di investire – magari a basso prezzo – su giovani che avrebbero magari consentito di realizzare una ricca plusvalenza. De Laurentiis avrebbe dovuto resistere e non piegarsi a qualsiasi tipo di necessità contraria, invece la sua generosità nei riguardi di Conte la sta pagando a caro prezzo e nessuno potrà risarcirlo. Penso che talvolta sarebbe anche giusto mettere una clausola sul contratto di un allenatore, della serie: quando vuoi tu un acquisto che chiunque ti sconsiglierebbe, io magari ti accontento ma se le cose non dovessero andare in un determinato modo o se (a maggior ragione) fosse un flop, toccherebbe anche a te – allenatore che mi hai tormentato – mettere mano al portafoglio e contribuire alle spese.
Un comportamento che si ripete
Il bello (il brutto) di questa storia è che Lukaku ritenga normale, nelle sue spiegazioni, restare in Belgio per curarsi dopo aver avuto la massima puntualità e comprensione dal Napoli. Il risvolto più importante di questa vicenda è uno: Lukaku è sempre stato “famoso” per queste iniziative molto personali senza tenere conto del club, dire una cosa e farne un’altra oppure sparire all’improvviso dopo aver preso un impegno (significativo quanto accadde ai tempi dell’Inter). Quindi, non soltanto era un investimento sconsigliabile per costi, dati anagrafici e rendimenti, ma anche per atteggiamenti e comportamenti. Proprio per questo motivo la prossima volta De Laurentiis faccia come sempre, senza scontri, aperture o pentimenti, perché alla fine il conto lo paga soltanto lui. E non certo l’allenatore di turno.