L’Italia saluta ancora il Mondiale dopo la sconfitta ai rigori: resistenza in dieci uomini, lacrime e parole amare di Gattuso e Spinazzola raccontano una notte durissima che lascia il movimento calcistico italiano ferito e pieno di interrogativi sul futuro.
L’eliminazione fa male, ancora di più perché arriva ai rigori e dopo una lunga resistenza in inferiorità numerica. La notte che spegne il sogno Mondiale della Nazionale di calcio dell’Italia lascia solo silenzio, lacrime e parole cariche di amarezza.
La delusione del CT Gattuso
Nel post partita il volto di Gennaro Gattuso racconta più di qualsiasi analisi tecnica. Il commissario tecnico prova a spiegare il colpo durissimo, ma la delusione è evidente: “Mi spiace, questo è il calcio ma sono orgoglioso dei miei ragazzi. Se adesso mi buchi non esce nulla, non ho sangue. Una mazzata per tutti: gli italiani, noi, il nostro movimento”. Parole che fotografano il senso di vuoto di una Nazionale che aveva trovato spirito e compattezza, ma non il risultato.
Il CT non cerca alibi né polemiche. L’espulsione di Alessandro Bastoni resta l’episodio chiave, ma Gattuso rifiuta di attaccarsi agli episodi: “Non parlo di arbitri, il calcio è questo. A volte ho gioito, ora ho preso mazzate. Però è difficile da digerire. Hanno sorpreso anche me per cuore e attaccamento, siamo stati in trincea”. Il tecnico difende il gruppo fino alla fine e si assume le responsabilità: “Chiedo scusa per non avercela fatta”.
La sua Italia ha sofferto, ha resistito e ha avuto anche occasioni per chiuderla, aggrappandosi alle parate di Gianluigi Donnarumma e alla generosità di un gruppo che non ha mai smesso di lottare. Ma dal dischetto la serata si è trasformata in tragedia sportiva.
L’amarezza di Spinazzola
A raccontare il dolore dello spogliatoio è anche Leonardo Spinazzola, tra i veterani del gruppo: “Non ci credo, siamo usciti dopo una partita in dieci. Potevamo fare 3-4 gol per chiuderla”. La sua voce tradisce incredulità e tristezza, soprattutto pensando al Paese: “Dispiacere enorme, per tutti. Per i bambini che non vedranno un altro Mondiale”.
Le sue parole allargano lo sguardo oltre il campo: non solo una sconfitta sportiva, ma una ferita collettiva. “Dispiace vedere i nostri giovani che piangono. Spero che avranno tante soddisfazioni in futuro”, aggiunge, quasi a voler consegnare il testimone alle nuove generazioni.
Il difensore azzurro vive la delusione anche sul piano personale: “Per me sicuramente era l’ultima chance di giocare il Mondiale. Ma mi dispiace per tutta l’Italia”. Una frase che racchiude il senso di fine ciclo che aleggia nello spogliatoio.