Ormai ci siamo: oggi si voterà il nuovo presidente della FIGC dopo l’era Gabriele Gravina. Da una parte Giovanni Malagò, dall’altra Giancarlo Abete.
Oggi quella che si spera possa essere una nuova fase per il calcio italiano: a Roma, infatti, verrà eletto il nuovo presidente FIGC che dovrà succedere a Gabriele Gravina. I candidati sono due: Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Segui tutti gli aggiornamenti, in tempo reale, su Sportitalia.
LIVE Elezioni FIGC, oggi si vota il nuovo presidente
22.30 Il nuovo presidente della FIGC, Malagò, nell’intervista rilasciata alla Rai ha parlato anche di Roberto Mancini: “Mancini nome giusto come prossimo ct? Lo dico con franchezza, non ho parlato con nessuno. Sono andato in FIGC a conoscere i collaboratori, domattina vado a Losanna per il CIO. Poi inizierò a sondare, a capire. Mancini è sicuramente fra i papabili, ma ce ne sono altri. Non ho parlato con nessuno però… Se di Mancini mi preoccuperebbe la parte economica? C’è un tetto d’ingaggio, Gattuso su questo è stato bravo. In precedenza Spalletti, Mancini, Conte… Erano giustamente e legittimamente considerati come allenatori di club. Oggi le cose sono diverse, visto lo stato dell’arte, i bilanci e il segnale che si deve dare all’opinione pubblica. Mi auguro che arrivi qualcuno che accetti tutto questo, come ho fatto io. Circa 15 mesi fa Gravina è stato eletto col 98% dei voti e ora si è dimesso, è tutto fuori dall’ordinario. Per me bisogna andare avanti a priorità”.
17:09 Le prime parole di Giovanni Malagò da presidente della FIGC: “La politica deve rispettare lo sport, al di là di tutto il resto. Che uno si debba ritrovare dei provvedimenti legislativi per nostro conto significa che non si è interessati, non si è informati al completo e si innescano delle dinamiche che non fanno bene”.
Cosa deve avere il CT ideale?
“Ho fatto un atto d’amore e follia lucida: non ci pensavo. Non è stata una mia idea candidarmi, ma sono stato coinvolto. Il CT deve abbracciare questo discorso: se dopo un anno il Presidente eletto al 98% e un discorso del vicepresidente dell’AssoTecnici, sembra un bollettino di guerra. Non opterò per una figura diversa dalla mia visione, ma la deve sposare a pieno”.
Problema di uomini o di sistema?
“Entrambi. L’ha detto anche Gravina. Conoscete un altro settore in cui hai un mandato all’unanimità e non si riesce a fare nulla che tu hai proposto? La situazione è ingessata: difenderò l’autonomia dello sport. Se non si cambia, qualcuno ci metterà in condizioni di cambiare”.
15:25 Le prime parole del neo presidente eletto: “E’ veramente molto profondo ed emozionante questo senso di responsabilità. Da solo non posso fare nulla, ma con voi posso fare tutto”.
15:20 L’esito delle votazioni: L’esito del voto: Malagò 68,58%; Abete 29,17%; schede bianche/nulle 2,25%.
Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC
15:15 Giovanni Malagò nuovo presidente FIGC con il 68,58 % dei voti

14:30 Giancarlo Abete, ex presidente della FIGC: “Quando nel 2014 mi dimisi, dopo che l’Italia aveva perso con l’Uruguay ai Mondiali brasiliani, un dirigente federale mi mandò un messaggio per dirmi che il freddo poi sarebbe andato via, citando Vasco Rossi. Con Malagò c’è una dimensione di amicizia, nel senso più bello del termine, con storie diverse e passioni uguali. Voglio ricordare anche suo padre Vincenzo, a cui ero veramente affezionato. Quando Gravina mi disse che si voleva dimettere, gli dissi di aspettare, di fare un consiglio federale. Mi rispose che non serviva, perché aveva già deciso. Le critiche successive sono state gratuite. In Italia c’è chi è partito da una posizione minoritaria e oggi è presidente del Consiglio: la democrazia è fatta di questo, di dare voce a quello che si pensa. Se tu, Giovanni, sei figlio del calcio, io lo sono ancora di più. Io ho fatto politica e, lo dico, sono stato orgogliosamente parlamentare della Democrazia Cristiana. Dobbiamo aumentare e qualificare la nostra reputazione, capire come comunicare diversamente i valori del calcio.
Qui parlo anche da orgoglioso presidente della Lega Nazionale Dilettanti: dobbiamo ricordare che il calcio non è un’industria, ma un grande fenomeno sociale che determina effetti economici importanti. Un milione e mezzo di tesserati, di cui oltre un milione nel dilettantismo. Il calcio è una cosa diversa, che merita rispetto. Ma è anzitutto una grande dimensione sociale, e questa viene data anche dal calcio dilettantistico. I diritti nazionali stanno scendendo, noi di LND lo sappiamo benissimo: siamo scesi da 13,4 milioni a 10,8 milioni di euro. Abbiamo perso diritti TV, in maniera significativa. Nel 2025 l’Inter, tra la finale di Champions League e il Mondiale per Club, ha incassato 164 milioni di euro tra UEFA e FIFA, e 80 dalla Serie A che ha vinto”.

Malagò: “Sono uno di voi”
14:15 Giovanni Malagò in occasione dell’assemblea elettiva: “Se mi chiedete il Mondiale, rispondo che prima di tutto bisogna essere eletto. E poi essere rieletto, dato che questo mandato è biennale. Grazie, Gabriele: il tuo testamento, le tue parole, anche con una punta di rancore, hanno sottolineato quanto di buono fatto. Ringrazio lo stile e il fair play di Abete: un po’ troppo spesso ci sono odio e divisioni e vanno messe da parte. Ringrazio le componenti, le Leghe mi hanno richiesto: mi sono chiesto il perché, inizialmente ero scettico.
Ho letto che qualcuno mi ha definito un papa straniero, e non sono d’accordo. Io mi sento assolutamente uno di voi, anzi mi sento figlio, fratello e padre vostro. Da ragazzino ho frequentato la scuola della FIGC all’Acqua Acetosa, dove oggi c’è il centro di formazione del CONI. Ho giocato per circa 15 anni da tesserato, di cui una decina in Serie A di calcio a cinque. Quando sono venuti da me amici della Lega Calcio Serie A penso abbiano ipotizzato che quello che sono riuscito a fare in certi ambienti si possa ripetere con la FIGC. Bisogna innovare, cambiare mentalità. Le problematiche sono quelle: impiantistica, sgravi fiscali, calcio femminile e calcio maschile, l’aspetto scommesse. La parola giovani è però ricorrente e la puoi declinare in ogni modo.
La credibilità è fatta di record e di trasparenza, tanto più siamo bravi a esternare la voglia e tanto più recuperiamo il prestigio. Il calcio deve gestire e ispirare. La FIGC deve essere fonte d’ispirazione e io la devo condividere con voi. Da una parte c’è la parte sportiva, dall’altra la parte manageriale: se c’è una cosa su cui sono bravo è quella di aprire mercati secondari. La sfida è complicatissima: abbiamo due anni e mezzo di legislatura sportiva, un anno di quella politica che è imprescindibile per ritrovare la giusta via. Quando c’è stata qualche frizione tra politica e CIO, ho sempre dimostrato di mantenere la schiena dritta”.
Gli interventi di Serie C e AIC
13:50 Matteo Marani, presidente della Lega Pro, è intervenuto in occasione dell’assemblea elettiva della FIGC: “Il 9 luglio, esattamente tra 17 giorni, saranno passati 20 anni dall’ultima vittoria italiana al Mondiale. È l’ultima partita in uno scontro diretto giocata al Mondiale, un’intera generazione che non ricorda il Mondiale. Non vinciamo dal 2010, il più recente Pallone d’Oro della Serie A è Kakà nel 2007 ed erano stati 13 nei precedenti due decenni. Aggiungiamo le mancate qualificazioni alle Olimpiadi. Di fronte a questo sfacelo sarebbe un errore prendersela con qualche singolo. Non era Tavecchio prima e non è Gravina oggi, qui non ha funzionato nulla. La Serie C concorrerà in modo solido e concreto come ha fatto due anni fa. Siamo felici che un presidente di grandissimi successi come Giovanni Malagò, per cui parla il medagliere olimpico e la stima internazionale, si sia reso disponibile. Dopo Zenica si chiedeva un ex calciatore per rilanciare il movimento, ricordo che il nostro vicepresidente vicario si chiama Gianfranco Zola, uno dei più grandi di sempre”.
13:40 Umberto Calcagno, presidente dell’Assocalciatori: “Non è stato semplice spiegare ai nostri calciatori e alle nostre calciatrici cosa stiamo vivendo. Tante criticità nascono dall’individuare un nemico comune, invece di andare verso una visione comune. Un odio che ha colpito Gravina, al quale manifestiamo gratitudine per come ci ha guidato e per l’attaccamento alla maglia. L’odio, quando parte, non si sa chi colpisce: perdiamo tutti quanti se il livello dell’interlocuzione non è quello giusto. Siamo positivi per il futuro, nelle difficoltà ci siamo sempre uniti: oggi abbiamo bisogno di una guida forte, individuata in Giovanni Malagò”.
L’intervento della Lega Serie B
13:25 Paolo Bedin, numero uno della Lega Serie B: “Dobbiamo ripensare alle riforme dei campionati e alla valorizzazione dei giovani. Va rinnovato il mercato interno, serve un gentleman’s agreement tra leghe e club; serve il decreto Crescita, sì, ma ancor più un decreto Giovani. I vivai equivalgono al settore Ricerca e Sviluppo di un’azienda, fondamentale per tenerla in vita. Necessitiamo di supporti per far investire i club sull’impiantistica: non è possibile che tutti i costi ricadano solo sui club. Ci sono persone che hanno deciso di mettersi a disposizione, così come ha fatto Gravina, che ringrazio per il lavoro svolto. Lo stanno facendo Abete, la cui dedizione al calcio è un esempio, e Malagò, un riferimento del sistema sportivo italiano che ha deciso di intraprendere questa nuova sfida e verso il quale è andato l’orientamento della nostra Lega”.
13:20 La Federazione ha ratificato in toto i membri del consiglio federale, l’organo che avrà l’incarico di votare il prossimo presidente della FIGC. Di seguito la composizione ufficiale del consiglio, suddivisa per le varie componenti del calcio italiano:
Serie A: Stefano Campoccia, Giuseppe Marotta, Giorgio Chiellini
Serie B: Antonio Gozzi
Serie C: Giulio Gallazzi
LND: Ilaria Bazzerla, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini, Giuliano Tambaro
Associazione Italiana Calciatori (AIC): Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi, Umberto Calcagno
Associazione Italiana Allenatori (AIAC): Giancarlo Camolese, Silvia Città
Elezioni FIGC: proteste dei tifosi
13:15 Mattinata di tensioni e proteste al Rome Cavalieri Waldorf Astoria, sede dell’odierna assemblea elettiva della FIGC. All’esterno dell’hotel si è radunato un gruppo di esponenti del mondo ultras, uniti al di là delle singole fedi calcistiche. I manifestanti hanno mostrato uno striscione con il messaggio “Per un calcio giusto e popolare”, intonando a gran voce il coro: “Il calcio siamo noi, siamo solo noi”.
13:00 Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Calcio Serie A, durante l’assemblea elettiva della FIGC: “Siamo riuniti per eleggere il presidente FIGC a così breve distanza dall’ultima assemblea, non è normale. È inutile nascondersi dietro un dito, il calcio sta attraversando un periodo complesso. Le tre mancate qualificazioni, a cui si aggiungono i cattivi risultati nel 2014 e 2010, ci invitano a una riflessione seria. Ben 19 club di Serie A su 20 hanno individuato in Giovanni Malagò la figura giusta per il calcio italiano. Può essere, con la sua esperienza, un elemento importante per il calcio italiano. La Serie A è pronta a fare la propria parte, dobbiamo andare oltre gli interessi di una singola componente. L’obiettivo è il bene del calcio italiano e sono sicuro che lo raggiungeremo”.
Gabriele Gravina: “Lascio il calcio italiano in buone mani”
12:30 L’addio di Gabriele Gravina: “La scelta di dimettermi è stata convinta e non sofferta, si tratta di dignità e responsabilità. Sono sempre stato un combattente contro chi ha cercato di forzare uscite di persone senza reali motivi, questa volta però il livello di personalizzazione aveva intaccato sempre più il nostro sistema: ho sentito il dovere di uscire per evitare divisioni interne. Oggi siamo qui per rinforzare il percorso di rigenerazione, ho scelto di preservare l’orgoglio per consegnarvi un bilancio doveroso e una visione: le nostre vittorie e sconfitte sono state il frutto unico di un movimento. Ho vissuto momenti di gioia indescrivibili: la notte di Wembley, che ha fatto riscoprire cosa può fare il calcio, ma non solo. Sul piano sportivo, viviamo un momento delicato: abbiamo sbagliato il tempo delle scelte, abbiamo ritardato quelle di prospettiva. Abbiamo spesso seguito la rigidità delle posizioni, tipica di chi vuole preservare il proprio orticello. Lascio il calcio senza essermi mai tirato indietro e faccio un ultimo accorato invito: prendetevi cura del calcio e siate felici nel farlo. Viva il calcio, viva l’Italia”.
Elezioni FIGC: inizio assemblea elettiva
11.10 E’ iniziata l’assemblea elettiva.
10.45 E’ arrivato qualche minuto fa anche Giovanni Malagò, che non ha risposto a domande dei cronisti: “Non si può, perdonatemi”.
10.30 Gabriele Gravina, arrivato qualche minuto fa, ha dichiarato: “Lascio il calcio italiano in buone mani. Se tornassi indietro, sarei dovuto andare via prima”.
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10.15 Pochi minuti fa è arrivato anche Giancarlo Abete, che ha dichiarato: “Fortunatamente in Federazione il Presidente non ha il potere di Trump, tutte le componenti hanno un valore”.
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10.00 Ieri sera sono andati in scena gli ultimi incontri alla presenza dell’uno o dell’altro candidato. La preferenza si esprime a scrutinio segreto con voto elettronico. Il presidente è eletto con la metà più uno dei voti validi. Con due soggetti in corsa, il nuovo capo del calcio verrà scelto quasi certamente già al primo scrutinio. Ai fini del calcolo delle maggioranze, il complesso dei voti (ponderati) spettanti ai delegati è pari a 516. In conformità all’art. 22 dello Statuto, l’assemblea è costituita in 2ª convocazione con la presenza di almeno il 35% dei delegati (96 votanti), cioè almeno un terzo della platea.

9.50 Sono 273 i dirigenti chiamati a votare, in seconda convocazione, i consiglieri e il nuovo presidente della FIGC.
9.45 Si parte alle ore 11 presso l’Hotel Cavalieri Waldorf Astoria di Roma.