Enrico Preziosi, ex proprietario e presidente del Genoa è stato ospite in esclusiva a SportitaliaMercato. E’ stato intervistato dal nostro direttore Michele Criscitiello.
L’ex proprietario e presidente del Genoa, Enrico Preziosi, in carica dal 2003 al 2021 ha parlato in esclusiva al nostro direttore Michele Criscitiello durante SportitaliaMercato. Tanti i retroscena raccontati dalle operazioni Thiago Motta e Milito fino ai mancati acquisti di Lewandowski al Genoa e di Messi al Como. I tanti soldi spesi nel mondo del calcio, e il rifiuto del calcio attuale. Preziosi dichiara che non avrebbe votato Giovanni Malagò, come non cambiare, avrebbe scelto Giancarlo Abete. Questo e tanto altro nella lunga intervista durante SportitaliaMercato.

Sul mondo del calcio
Così Preziosi: “Il mondo del calcio non manca ad un certo punto è subentrata una sorta di stanchezza, e ho pensato di fare un passo indietro. Questo calcio non mi appartiene più. C’è stato un cambio drastico negli ultimi 10 anni e credo che le società italiane rischino. Perché gli investitori sono tutti stranieri, il loro obiettivo è fare profitto. Nel nostro calcio è complicato. Ho paura che prima o poi qualcuno si possa annoiare, essendo qua diverso dagli Usa e possa andare via”
Sul calcio italiano: “Dobbiamo capire perché siamo in questa situazione. Abbiamo consegnato il nostro calcio agli stranieri. Adesso per la terza volta non andiamo ai Mondiali. E’ tutto un sistema di cui noi siamo stati i primi responsabili. Noi gestiamo le società. Ci sono molte ragioni se si investe molto poco. I club hanno investito molto sugli stranieri. La nazionale è fatta su quei pochi giocatori che hanno spazio. I migliori giocatori che giocano in Italia sono stranieri e noi i nostri non li facciamo crescere. Vedere l’Iraq ai Mondiali e non l’Italia fa riflettere. Lo sport deve rimanere sport, quando è impregnato di politica non si cresce. C’è qualcuno che tira la giacchetta“.
Sull’elezione di Malagò: “Assolutamente non avrei votato per lui. Abbiamo cambiato per non cambiare. Una persona che è stata nello sport per 65 anni può fare un passo indietro. Se avessi dovuto scegliere avrei scelto Abete non Malagò“.
Su quanto ha speso nel calcio: “Ho buttato circa 200 milioni, 40 nel Como, 160 nel Genoa. Il Genoa ha introiti per 40 milioni circa, i costi sono oltre 70 milioni, se non fai le plusvalenze e spesso non le fai vai sotto. Te parti già con un bilancio in difetto. E’ ovvio che ogni anno fai minusvalenze. E’ sempre stato così“.
I migliori colpi e i casi Lewandowski e Messi
Il colpo più bello Milito?: “No, Thiago Motta. Gasperini non lo voleva. Aveva bocciato l’operazione. Lo incontrai a Desenzano del Garda. Mi chiese 3 anni di contratto e promise che ci avrei fatto i soldi. Le prime gare non giocava, dopo l’infortunio di Milanetto inizio a giocare e segnò subito. Milito? Lo pescai in Argentina, al Racing Avellaneda, lo portai in Serie B. Faceva queste sterzate che mi piacevano tantissimo. Dopo Genoa-Venezia lo mandai al Saragozza in Spagna e poi ci fù il caso del famoso contratto all’ultimo secondo. Milito messo a posto il discorso economico è stato un campione che negli spogliatoi era sempre merito della squadra e non merito suo. Così anche Thiago Motta faceva da perno in campo e nello spogliatoio. E’ stato semplice fare risultati con loro”.
Lewandowski al Genoa?: “Lewandowski aveva già firmato ed era venuto a vedere la partita, l’agente all’ultimo ha cambiato le carte in tavola, per una procura da 500 mila euro. Per una questione di orgoglio alla fine annullai l’operazione. Speravo anche tornassero indietro, ma l’operazione saltò definitivamente“.
Messi al Como?: “Vidi un filmato, c’era questo ragazzino su un campo di patate che giocava, venne con il padre. Al ritorno da Hong Kong, avevo lasciato l’operazione a Claudio Gentile e a Ninni Imborgia. Mi dissero che era troppo basso e annullarono tutto. Probabilmente non passò le visite. L’anno dopo andò a Barcellona e su di lui fecero un gran lavoro. Io l’avrei preso, sarebbe costato 50 mila dollari”.
Caso Sampdoria
Sulla mancata retrocessione della Sampdoria: “Quello che è successo l’anno scorso è stato vergognoso. Cellino era malvisto dal sistema ed è dovuto scappare. Con lui ci ho lavorato, non è un amico. La Sampdoria in B è una vergogna, doveva fare la C. Evidentemente c’è stato qualcosa che non sappiamo“.
La top XI
Top XI (4-3-3): Perin; Mesto, Papastathopoulos, Romero, Criscito; Miguel Veloso, Thiago Motta, Rossi; Palacio, Milito, Perotti. Allenatore: Gian Piero Gasperini.